Veneto

Venezia perde ancora abitanti

Venezia si spopola perché sono più i decessi delle nascite? Vero, ma non solo. Anzi: se la terraferma “acquista” residenti, centinaia di abitanti ogni anno fuggono da città d’acqua e isole della laguna. Un’emigrazione, fotografata dai numeri. Ma come si ferma? Qui la risposta spetta al Comune e alle politiche per residenzialità, per i servizi e per favorire il lavoro dei giovani. L’allarme arriva dall’associazione 25Aprile durante l’incontro “Residenzialità e locazioni turistiche, un equilibrio difficile”, alla Scoletta in campo della Bragora.

I ricercatori del gruppo cittadino hanno scandagliato gli archivi dell’anagrafe comunale che coprono un arco temporale che va dal 2006 al 2018. Un lavoro che, nei grafici realizzati da Margherita Belgioioso (assistant professor alla Brunel University di Londra), mette a sistema tre dati: saldo naturale (nati/morti), migratorio (iscritti/cancellati all’anagrafe) e demografico (la differenza tra i precedenti).

Al 31 dicembre 2017, la popolazione del Comune è 261.321: meno 584 abitanti rispetto ad inizio anno. Il calo è dovuto al numero di nati (1.656) inferiore rispetto ai morti (3.486), pari a un saldo naturale negativo di 1.830 persone. Niente di nuovo: secondo l’Istat, da inizio anni ’90 il trend nazionale è questo. Il dato, però, si compensa con 6.884 nuove iscrizioni all’anagrafe a fronte di 5.638 cancellazioni (+1.246).

Tutt’altra musica in centro storico. Il saldo naturale annuale (morti meno nati) segue un andamento costante a partire dal 2006 al 2017. Si va da un minimo di 508 persone nel 2006 al massimo di 621 nel 2016. Insomma, una perdita ormai “consolidata” negli anni. Ciò che allora sposta l’asticella verso il basso è il saldo migratorio. Sono solo tre, negli ultimi dieci anni, i casi in cui c’è stato il segno più davanti a questo dato: nel 2009 (14), nel 2010 (149) e nel 2014 (69). E in questi casi, in effetti, il saldo demografico totale (cioè la somma tra saldo naturale e migratorio) ha potuto tirare un “relativo” sospiro di sollievo perché gli abitanti del centro storico sono diminuiti “solo” di 4-500 abitanti l’anno.Per il resto, sono stati sempre più i veneziani ad abbandonare la città rispetto a quelli che hanno deciso di viverci. Il picco negativo è nel 2013, con 1.035 cambi di residenza e una diminuzione di 1.628 abitanti. Se nel 2016 hanno cambiato città in 425 (e la popolazione ha perso 1.046 unità), nel 2017 c’è stata una piccola ripresa con 383 cancellazioni dall’anagrafe (e 1.002 abitanti in meno).

«Nessuno di noi chiede al sindaco di abolire il tasso di mortalità e di obbligare la gente a fare figli», commenta il portavoce dell’associazione, Marco Gasparinetti. Dove si può intervenire, invece, è sul saldo migratorio. «Servono politiche mirate sulla casa, sul lavoro e sui servizi. Se ci sono più persone che lasciano rispetto a quelle che arrivano, un motivo ci sarà». Da qui, l’idea: «Avviare un sondaggio a campione su quali sono le motivazioni di chi lascia Venezia», conclude l’associazione, «e quali sono le condizioni da soddisfare affinché i giovani possano restare a Venezia invece di dover abbandonare la città».

Per gentile concessione di 7Gold

C.C.

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