Veneto

Venezia, sgominata la nuova Mala: 39 arresti nella notte

Tentavano di ricostituire l’organizzazione che dagli anni ’70 agli anni ’90 ha terrorizzato il nord-est d’Italia, ma i nuovi esponenti della ‘Mala del Brenta 2.0’ sono stati arrestati dai carabinieri del Ros e dei comandi provinciali di Venezia, Padova, Treviso e Rovigo. Trentanove le misure cautelari emesse dal tribunale di Venezia, su richiesta della Procura per associazione per delinquere, concorso esterno in associazione per delinquere, detenzione e porto di armi da fuoco, spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri delitti.

L’indagine

L’indagine ‘Papillon’ della direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Venezia, ha documentato “l’esistenza di gravi e concordanti elementi relativi alla ricostituzione della disgregata organizzazione mafiosa nota come Mala del Brenta” soprattutto dopo la scarcerazione di esponenti della frangia dei mestrini. 

Nuova Mala del Brenta 2.0, dieci anni dopo

L’obiettivo principale del clan era quello di controllare e gestire le grandi rotte del flusso turistico della laguna. Ma c’era anche tanto desiderio di vendetta verso chi aveva tradito: come per esempio proprio Felice Maniero, l’ex boss che si era “pentito”, inguaiando tutti gli ex sodali. Il volto nuovo però faceva parte di una nuova generazione ed era quello di Loris Trabujo, intromettitore e motoscafisca del Tronchetto, già indagato (poi assolto) nell’inchiesta di oltre dieci anni fa sui metodi usati per “rubare” i clienti ad Actv e al servizio pubblico. Il legame con il passato l’avrebbe dato Gilberto “Lolli” Boatto, che proprio di recente aveva chiesto di poter tornare libero del tutto (era ai domiciliari) ottenendo un “no” dal tribunale di sorveglianza. Secondo l’accusa il nucleo centrale era formato proprio da Boatto, Trabujo e da altri due “ex” di spicco come Paolo Pattarello, Gino Causin e Antonio Pandolfo.

Tutti gli arresti

In carcere sono finiti Gilberto Boatto, Loris Trabujo, Paolo Pattarello, Gino Causin, Cristiano Michielon, Festim Shemellari, Daniele Corradini, Gianfranco Sedda, Luca Livieri, Antonio Guerrieri, Marco Padovani, Anna Pegoraro, Ivan Giantin, Melissa Stefanutto, Riccardo Cargnelli, Davide Zulian, Claudio Bozzola, Nicola Marampon, Flora Stecca, Francesco Rivellini, Roberto Sorato, Fabio Pintonello Seliciato, Denis Trabujo, Alessandro Duse, Roberto Zennaro. Sono stati messi agli arresti domiciliari Marco Nalesso, Lucia Marazzi, Walter Fistariol, Paolo Rossi, Giuseppe Marin, Sara Battagliarin, Pamela Trabujo. Obbligo di presentazione per Denis Marcuzzo, Luca Angelon, Claudio Tassetto, Massimo Pasqualin, Elia Levach, Ergys Hasimaj, Erion Mucaj. Tra gli indagati anche un altro degli ex luogotenenti di Maniero, ovvero Antonio Pandolfo, e lo storico avvocato di Boatto, la padovana Evita Dalla Riccia, accusata di associazione a delinquere e reati aggravati da mafia per aver fatto da tramite per le comunicazioni tra i membri del gruppo. Gli indagati sono complessivamente 59.

I complimenti di Zaia

“La giornata si apre bene, con l’ennesima vittoria della legalità sulla criminalità. Complimenti e grazie da tutti i Veneti per bene ai Ros dei Carabinieri e alla Procura Antimafia, che hanno sgominato una banda composta da vecchi pregiudicati e nuovi malavitosi che agivano per arrivare al controllo del territorio«. Con queste parole, il Presidente della Regione, Luca Zaia, plaude all’operazione del Ros e della Procura Antimafia, con un’ottantina di indagati e 39 arresti nella notte. “Le prime notizie” aggiunge Zaia “parlano di droga, estorsioni, armi rapine e mancate vendette maturate nel mondo del crimine. Un mix devastante, per la legalità, ma anche per la serena convivenza sociale di un vasto territorio, che poteva avere conseguenze sempre più gravi. Averlo stroncato è una delle più importanti operazioni messe a segno dalla Forze dell’Ordine e dagli inquirenti negli ultimi tempi. Stamattina – conclude Zaia – una vasta parte del territorio veneto sa di poter vivere più serenamente; sa che il crimine non si arrende, ma che i tutori dell’ordine non arretrano di un centimetro”.

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