Veneto

Venezia si testa sul Carnevale

VENEZIA L’attesa adesso è tutta per il Carnevale. È vero, manca ancora un mese e mezzo, ma quelle in programma tra il 16 febbraio e il 5 marzo saranno le settimane in cui Venezia testerà se stessa e la sua capacità di sopportazione di un mondo che le metterà mani e, soprattutto, piedi addosso. Con il Comune nella duplice veste di protagonista e spettatore interessato. Il Carnevale 2019 sarà infatti l’ultimo grande appuntamento prima del via alla tassa di sbarco, prevista per l’estate.

Ed è per questo che in vista dell’evento, Ca’ Farsetti ha ripescato dal sacco delle idee passate, la possibilità di installare di nuovo i tornelli in Lista di Spagna, altri tre identici ai piedi del ponte di Calatrava, montati per la prima volta nella storia di Venezia lo scorso aprile, in vista del ponte del Primo maggio. Veri e propri cancelli d’accesso con cui poter chiudere la città in base al traffico pedonale sul ponte de l’Anconeta.

Nulla è ancora stato messo nero su bianco, le decisioni spetteranno alla Giunta, ma non è da escludere che il sindaco Luigi Brugnaro firmi una nuova ordinanza per le giornate da bollino nero in vista dei giorni clou del Carnevale, quando la quota di sopportazione – fissata a 100 mila arrivi nelle ventiquattr’ore – rischia seriamente di essere raggiunta e superata.

«L’esperienza dei tornelli installati durante il ponte del Primo maggio è stata positiva – ammette Paola Mar, titolare dell’assessorato al Turismo di Ca’ Farsetti – L’abbiamo provata e ha superato il test. Troppo presto per dire che a Carnevale ci saranno dei tornelli, ma è chiaro che dovrà essere preso in considerazione l’alto numero di persone in arrivo a Venezia in quei giorni, sia con le macchine sia con il treno. Ci sono norme di sicurezza che devono essere rispettate e noi lo abbiamo fatto». Non è però la prima volta che il Comune decide di contingentare l’accesso al Carnevale: già l’anno scorso in piazza San Marco erano stati installati dei varchi per limitare il numero delle presenze.

Come detto, legato a doppio filo al Carnevale, c’è la tassa di sbarco prevista per i turisti giornaliero: un obolo da 2,5 a 10 euro da far pagare (il come, è allo studio di Ca’ Farsetti) a chi raggiunge a Venezia per la classica gita fuoriporta. Introdotta con la Finanziaria, è subito finita al centro delle polemiche dei parlamentari a 5 Stelle, convinti che il provvedimento debba riguardare solo gli stranieri. Sul punto il Comune tira dritto senza entrare nell’agone mediatico, facendo filtra dalle proprie stanze la serenità di poter lavorare su una legge che tutela Venezia. E che se deve essere cambiata, lo si vedrà più avanti.

C.C.

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