Veneziano

A Mestre arriva Moderna

Non abbassare la guardia è un imperativo categorico, ma i dati registrati ieri sono il modo migliore per salutare la zona arancione ed entrare nella zona gialla. Ieri in tutta la provincia di Venezia sono stati registrati appena 60 nuovi positivi. Un dato così basso non si leggeva da mesi ed è (piacevolmente) impressionante pensare che, giusto un mese fa, i nuovi contagi nell’arco delle 24 ore superavano quota 900 solo nel Veneziano. Ieri sono stati 233 (poco più di un quarto) in tutta la regione. E continua a calare anche il numero delle persone attualmente positive: sono 6.391.Una cifra che ci proietta indietro di quasi tre mesi. Al 6 novembre, vale a dire all’inizio (o poco più) della seconda ondata. All’epoca, però, il numero si inseriva in una curva ascendente, mentre adesso è il contrario, con le guarigioni che avanzano più velocemente delle nuove infezioni. Ieri il Covid ha provocato la morte di altre 7 persone.

Qui Ulss Serenissima

Rimangono tante, ma comunque meno rispetto alle cifre che avevamo visto fino a una manciata di settimane fa. E calano i ricoveri negli ospedali e nelle strutture territoriali. Sono 259 in totale, di cui 19 in Terapia intensiva.Anche per questo ieri negli ospedali veneziani è ripresa l’attività ordinaria: le prestazioni ambulatoriali non urgenti, sospese dal 7 novembre e non prenotabili negli ospedali. Nel territorio dell’Usl 3, la mole di lavoro conta oltre 27 mila prestazioni da recuperare: 15.632 in galleggiamento (in attesa della prima data utile per essere eseguite) e altre 12 mila richieste arrivate al Cup.Sono più ridotte le cifre nel Veneto orientale – questione di proporzioni -, che ha ripreso a lavorare “extra Covid”, forte dello smaltimento delle liste d’attesa di otorinolaringoiatria e oculistica, le due branche le cui attività non si sono mai fermate, nemmeno durante le settimane di maggiore pressione ospedaliera.

L’arrivo di Moderna

Intanto ieri nel frigorifero dell’ospedale Dell’Angelo sono arrivati ulteriori 540 flaconi di Moderna, contenenti 5.400 vaccini per gli over 80 di tutto il Veneto. Le dosi si sommano alle 7.800 già presenti nell’ospedale hub e sempre destinate all’intera regione. Oltre 1.800 dovrebbero rimanere nell’Usl 3, dove la campagna vaccinale dei più anziani inizierà il 15 febbraio. Come i vaccini Pfizer, anche quelli Moderna necessitano del richiamo. Ora, però, gli occhi sono tutti puntati su bar e ristoranti, e poi sulla scuola, con la ripresa delle lezioni in presenza per gli studenti delle superiori. Una ripresa a cui, numeri alla mano, si guarda con fiducia.Dal 6 gennaio, giorno che ha visto il ritorno in aula degli studenti più giovani dopo le vacanze natalizie, si sono contati 121 ragazzi e 33 docenti positivi; di questi, rispettivamente 43 e 16 sono ancora contagiati, mentre sono appena 3 i focolai attivi. È decisamente più elevato il numero degli studenti in quarantena, frutto di un protocollo che prevede l’attivazione dell’isolamento all’emergere di un caso in classe, con tampone da effettuarsi al decimo giorno. Dei 9.123 studenti costretti all’isolamento da inizio anno, quasi uno su quattro è stato in quarantena negli ultimi 30 giorni: 2.222. Di questi, 837 sono ancora costretti a casa. Delle 54 classi attualmente interessate da un contagio, 21 si trovano nelle scuole dell’infanzia, 13 alle primarie e 15 alle medie. Quasi una su due (20) è nel comune di Venezia, poi 7 a Chioggia, 6 a Mira e altrettante a Scorzè.

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