Veneziano

Actv, «Una commissione d’inchiesta per svelare le responsabilità»

«Una situazione drammatica, ai limiti dell’inverosimile. C’è una Venezia delle passerelle degli eventi organizzati dal sindaco e una città tornata indietro di 40 anni sui servizi di trasporto pubblico». Conferenza urgente delle organizzazioni sindacali, domenica mattina, dopo le tensioni dei giorni scorsi a bordo dei mezzi, gli assembramenti, le code ai pontili, gli attacchi verbali e fisici a conducenti, piloti e marinai, presi di mira da passeggeri fuori controllo. E ieri, domenica 6 giugno, un’altra giornata di presa d’assalto è iniziata a Venezia con code e deviazioni ai parcheggi del Tronchetto da parte della polizia locale che fa viabilità. Almeno un’aggressione sabato, a una marinaia a San Basilio, ha reso necessario il ricorso a cure mediche ospedaliere. Le segnalazioni di attacchi sono continue. In mattinata, sabato, sono state testimoniate a bordo del 5.1, della linea 1 e della 6, più altre 2 nel pomeriggio. «Spaventati, minacciati, aggrediti, considerati responsabili dei disservizi e perfino di sabotaggi ai mezzi», spiegano le organizzazioni sindacali. «I lavoratori hanno paura di svolgere il proprio lavoro. Lo stato d’ansia li mette in una condizione impossibile da gestire durante lo svolgimento delle mansioni, e capita che si ritrovino a scoppiare a piangere per lo stress continuo», dice Alberto Cancian segretario dell’Usb trasporti di Venezia. Alcuni si recano in pronto soccorso in stato di agitazione e ricorrono a cure mediche. 

La sicurezza

«A questo punto la sicurezza diventa la priorità anche al tavolo di domani, con l’azienda Avm, spiegano i sindacati, convocato dal gruppo per una proposta di accordo con le parti sociali sulla turnistica e i temi della parte normativa dell’integrativo disdetto il 7 aprile scorso. «Ha ragione il consigliere regionale del Pd, Jonatan Montanariello, serve una commissione d’inchiesta per svelare le responsabilità sull’uso delle risorse aziendali negli anni precedenti e sul ricorso ai fondi governativi, che dovevano dare servizi aggiuntivi, per coprire corse ordinarie», afferma Valter Novembrini segretario Filt Cgil. «Una quota dei servizi “normali” viene fatta pure gestire all’esterno, da Alilaguna o compagnie private, mentre abbiamo personale in ferie d’ufficio», dice Riccardo Ruzzon della Uilt. «I servizi sono quelli dell’orario invernale ridotto in piena estate – continua Novembrini – Nel 2019 c’erano le linee 2, 1, la 1 barrato, la 2 barrato e la 2 fino al Lido a coprire le tratte più presidiate dai visitatori e i bagnanti: piazzale Roma, San Marco e il Lido. Oggi abbiamo la 1 anche per le spiagge e la 2 solo per Rialto. Dove sono finiti gli altri mezzi?». Una situazione che porta all’esasperazione non i turisti, ma i residenti, che prendono i vaporetti per svolgere il loro quotidiano. La nota positiva è che dalla mezzanotte di stasera, fa sapere in una nota Avm, la capienza a bordo dei mezzi passerà dal 50 all’80%. Del resto, come aveva precisato l’azienda Avm, anche per far fronte al disagio del riempimento ridotto sui mezzi acquei c’era stato il ricorso alla sub-fornitura di compagnie come Alilaguna, in attesa di uno sblocco governativo che c’è stato con l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza e poi con quella regionale del presidente Luca Zaia, sabato. 

Le denunce

Sulla la questione del presunto sabotaggio alla valvola del motore di una motonave, la Cgil passa al contrattacco. «Nei confronti del sindaco partiranno due denunce: una per false dichiarazioni a mezzo stampa, l’altra per istigazione – afferma Novembrini – Ci meravigliamo anche dell’atteggiamento del prefetto che invece di fare da paciere minaccia a sua volta in una situazione già al limite dell’insofferenza». «Se eventuali processi verranno fatti a seguito delle aggressioni subite dai lavoratori, persone che hanno dato e stanno dando il massimo impegno come i sanitari, le forze dell’ordine, e il personale scolastico, ci costituiremo parte civile: guai a torcere un capello ai dipendenti – afferma Marino De Terlizzi segretario regionale della Fit Cisl – Siamo all’inverosimile, questo servizio che sta mettendo in campo l’amministrazione attraverso l’azienda non è adeguato rispetto alla domanda. Non possiamo subire e accettare una condizione del genere. Abbiamo chiesto un incontro alla Capitaneria di Porto. Le deroghe che erano state date non sono più sufficienti. Questura, prefettura e sindaco responsabili dell’ordine pubblico mettano in sicurezza i passeggeri, oltre che i lavoratori. Marinai, piloti e autisti sono sempre andati avanti. Qualcuno qualche volta dica grazie ai lavoratori Actv». La Cisl ha già coinvolto la segreteria nazionale che sui fatti di Venezia ha chiesto un tavolo al ministero dei Trasporti. «Una campagna denigratoria è in corso nei confronti dei lavoratori – commenta Cancian – La cittadinanza deve sapere che il sindaco non ha considerazione neppure per i cittadini che lo hanno eletto. Non si erano mai viste scene del genere, con le guardie giurate, vigili e carabinieri a gestire i flussi. La verità è che si vuole privatizzare l’azienda e dare la colpa ai sindacati. Si accusa di sabotaggio ancora prima dell’inchiesta».

L’attacco a Brugnaro

Neanche oggi, per il momento, ci sarà la motozattera per il servizio Lido Pellestrina e le biciclette dovranno rimandare le gite. «L’azienda ha una funzione pubblica, non è finalizzata a fare utili – argomenta Igor Cuzzolin dell’Ugl Aft – Faccia l’imprenditore, il sindaco, ma con le sue proprietà non con i servizi di pubblica utilità. Ha dato ai lavoratori la colpa del sabotaggio. E ieri poi i fatti hanno mostrato che c’è da aver paura. Siamo tornati agli anni di piombo?». «C’è un grosso problema anche di sera – conclude Novembrini – Piazzale Roma ieri era vuoto di mezzi e pieno di gente obbligata a prendere bus e tram e che non sceglie il monopattino». Ieri la denuncia è arrivata unanime da parte di tutte le opposizioni politiche che hanno raccolto le firme per il Consiglio comunale straordinario: il Pd, Terra e Acqua, Verde e  Progressista e Tutta la città insieme.

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