Veneziano

AgCom condanna Venezia

L’Agcom con una nota ufficiale condanna il Comune di Venezia per un distorto uso della comunicazione. Come si legge nella lunga nota recapitata al Comune, per la VIOLAZIONE DELL’ART. 9 DELLA LEGGE 22 FEBBRAIO 2000, N. 28. In poche parole, aver infranto le norme di etica e deontologia. I casi presi in esame sono parecchi ma possiamo citarne alcuni.

Le segnalazioni di AgCom

1) Comunicazioni pubblicate sul sito istituzionale dell’Ente in data 11 febbraio 2020 dal titolo “Nuovo piano assunzionale in Comune di Venezia” e il 12 febbraio seguente dal titolo “La Giunta approva l’ammissione alla procedura SUAP del progetto di ristrutturazione di un’attività florovivaistica di Mestre”. Il 12 febbraio seguente dal titolo “La Giunta approva l’ammissione alla procedura SUAP del progetto di ristrutturazione di un’attività florovivaistica di Mestre”.

2) Comunicati stampa dal titolo “Carnevale 2020, su il sipario con la “Festa sull’Acqua” in rio di Cannaregio. Il sindaco Brugnaro: “Il tema dell’Amore si impara sempre dopo le grandi tragedie. Venezia è tornata ad essere una città viva” (8 febbraio 2020). “Lunedì a Favaro Veneto presentazione del Carnevale di Campalto 2020” (12 febbraio 2020). Entrambi con i riferimenti all’Ufficio Stampa dell’Ente. E “Oggi, nel Museo del Vetro di Murano, il Sindaco Brugnaro firmerà l’atto di accettazione di una donazione di opere per 1,3 milioni di euro” (11 febbraio 2020). Tutti riportano lo stemma comunale.

3) fotonotizia dal titolo “Incontro oggi a Ca’ Farsetti tra il Sindaco Luigi Brugnaro e il presidente della banca russa Vtb, Andrey Kostin”. Del 10 febbraio 2020 e senza ulteriori indicazioni. E “Il sindaco Brugnaro ha ricevuto a Ca’ Farsetti la nuova dirigente del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto, Rosa Romano” dell’11 febbraio 2020. Riportante lo stemma comunale.

4) post pubblicato sul profilo facebook istituzionale del Comune di Venezia in data 11 febbraio 2020. Nel quale appare un comunicato con foto proveniente dal Comune di Venezia. E testo facente riferimento all’adozione da parte della Giunta comunale di una variante al piano degli interventi per la realizzazione del Parco fluviale del Marzenego.

L’ordine di AgCom

AgCom quindi ordina al Comune di Venezia di pubblicare sul sito web, sulla home page, entro un giorno dalla notifica dell’atto. E per la durata di quindici giorni, un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza delle comunicazioni. Accertate dal Comitato regionale per le comunicazioni del Veneto nella vigenza del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 2020. Con il quale è stato indetto per il giorno 29 marzo 2020 il referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante. «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvata dal Parlamento”. Ed effettuate sul sito istituzionale e nel profilo facebook del Comune – a quanto previsto dall’art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28. In tale messaggio si dovrà espressamente fare espresso riferimento al presente ordine.

La prima ad accorgersene

La prima a segnalare la cosa è la consigliera Elena La Rocca. Che non si nasconde e attacca senza problemi l’amministrazione. «Questa condanna dell’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni censura una gestione quantomeno disinvolta della comunicazione istituzionale del Comune di Venezia. Condotta che noi come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre stigmatizzato. Ma adesso siamo confortati da una condanna di un ente super partes che sanziona violazioni ben precise ed elencate. – Dichiara La Rocca –. La comunicazione istituzionale di qualsiasi ente pubblico è al servizio dei cittadini, di tutti i cittadini. Ma qualcuno delle volte, forse per la forza dell’abitudine, è tentato di utilizzarla come proprio ufficio stampa aziendale».

Il riferimento al sito

Il sito del Comune di Venezia per quindici giorni dovrà elencare in homepage  i motivi della condanna ai sensi delle legge 22 febbraio 2000, n. 28. «Mi auguro che finalmente – conclude La Rocca – per le prossime amministrative, dopo questa censura dell’Agcom, ci sia una maggiore imparzialità nelle comunicazioni istituzionali del Comune. Noi dal canto nostro continueremo a vigilare. Anche a nome della deontologia e dell’etica di tanti bravi giornalisti e comunicatori che ogni giorno fanno il loro dovere. Anche in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo. Fornendo 24h su 24 informazioni e aggiornamenti. Anche per rispetto alla loro professionalità ci sentiamo in dovere di intervenire e sorvegliare. Un Ordine così professionale non può sottomettersi alle volontà di un singolo dal momento che è uno strumento di pubblica utilità e non privato. Come diceva Enzo Biagi: “Senza etica e deontologia, si potrà anche avere un tesserino ma non si sarà mai un giornalista che fa vera informazione”».

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