Veneziano

Alla Maddalena per riportare la sabbia

, ora parco nazionale, nel lontano 1989. Tornato nel parco nazionale, Alessandro si è presentato al Museo naturalistico di Caprera. Con in mano un sacchetto di sabbia rosa, trafugata a suo tempo dalla spiaggia come souvenir della vacanza in Sardegna.

Il pentimento

«L’anno scorso ho visitato il vostro museo», si legge nel testo reso pubblico dall’associazione “Sardegna rubata e depredata”, «e devo dire che sono stato veramente colpito sia dalla quantità di materiale che dalla vostra cortesia, ma in particolare da una lettera scritta da una turista…

La lettera e la sabbia rosa

Ecco il punto. “Anch’io nel lontano 1989 ho visitato l’arcipelago della Maddalena e come tanti sono stato alla spiaggia rosa e inconsapevole del gesto ho raccolto una manciata di preziosi granelli. Ora dopo tanti anni colgo l’occasione per restituirli al Parco scusandomi per il gesto”.

Il precedente

A fine luglio era stato un turista romano a compiere lo stesso gesto, riportando a Cabras (Oristano) la sabbia portata via 40 anni prima dalla spiaggia di Is Arutas, nota per i suoi particolari chicchi di quarzo sull’arenile.

La difesa della sabbia rosa

Un tema molto sentito nell’isola, in questi ultimi anni, quello dei numerosi furti di sabbia. Con un’escalation di sequestri, in porti e aeroporti, da parte degli addetti alla sicurezza di materiale prelevato dai turisti nelle varie spiagge sarde. In molti casi si tratta di stranieri, che si giustificano dicendo di non sapere che portare via sabbia o conchiglie sia un reato.

Gli ambientalisti

«Grazie al diffondersi di una nuova coscienza ecologica. E grazie alle campagne portate avanti da ambientalisti ed enti pubblici», sottolineano gli ambientalisti. «Anche Alessandro a distanza di anni ha avuto la possibilità di rimediare a quell’errore. E chiedere scusa». «Il pentimento fa parte», spiega Tommaso Gamboni, direttore del Museo del Parco Naturalistico Nazionale, «di quelle persone che hanno consapevolezza di aver sbagliato. Alessandro lo scorso anno visitò il nostro museo. E vide che già un’altra signora lo aveva preceduto. Restituendo un altro sacchetto e ci promise che quando sarebbe ritornato all’isola avrebbe fatto la stessa cosa. Così è avvenuto e la sabbia potrà così ritornare nel suo luogo di origine. Sarà cura dell’associazione riportare a cala di Roto il prezioso gioiello».

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