Veneziano

Attacco al primo cittadino

Le liste che si contenderanno il governo della città per i prossimi cinque anni sono quasi tutte presentate. E la campagna elettorale è cominciata in modo energico, con il sindaco uscente Luigi Brugnaro che sabato scorso ha annunciato “mi candido per non far arrivare le cavallette a Ca’ Farsetti”. Una frase forte, che ha trovato risposte ancora più forti. E lo ha messo sotto attacco.

Attacco dalla Germania

Una decina di giorni prima era uscita sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung un lungo articolo della giornalista e scrittrice ormai naturalizzata veneziana Petra Reski“Voci battagliere in città” titola la pagina dei viaggi di uno dei principali quotidiani tedeschi. Un reportage sulla situazione attuale di Venezia che contiene una serie di accuse nei confronti di Brugnaro, dipingendolo come un affarista senza scrupoli. Anche se l’articolo originale non deve essere stato letto da molti veneziani, la traduzione pubblicata martedì dal magazine online Ytali, diretto da Guido Moltedo, è stata invece vista da molti veneziani e da molti esponenti della lista che sostiene Brugnaro.

La risposta all’attacco

«Una giornalista tedesca che vive a Venezia – spara Maurizio Crovato, pure lui giornalista – pubblica una pagina intera sul Frankfurter Allgemeine per sputtanare Brugnaro. Piccolo particolare: è anche candidata». In effetti, Reski si è candidata nella lista civica “Terra e Acqua” che propone come candidato sindaco Marco Gasparinetti, fondatore del Gruppo 25 Aprile. Lo scorso autunno era stata una sostenitrice del referendum per separare Venezia dalla terraferma.

«Giornalista e candidata»

Da Ca’ Farsetti si sono fatti sentire a Francoforte, chiedendo la pubblicazione di una lettera, a firma dello stesso sindaco, che dovrebbe uscire nei prossimi giorni. «La mia candidatura non era nessun segreto – replica Petra Reski – la Frankfurter Allgemeine è stata informata. Per quanto riguarda l’accusa che avrei screditato il sindaco, posso solo dire che il sindaco uscente non ha bisogno del mio aiuto. Si scredita da solo con il suo operato. Per il resto, la Frankfurter Allgemeine è un giornale nazionale tedesco che non interferisce con l’elettorato veneziano. Sarebbe diverso – conclude – se si trattasse di un giornale locale veneziano. La libertà di stampa è un valore costituzionalmente protetto in Germania. Senza censura o autocensura».

«No al razzismo»

Brugnaro è finito nel mirino anche di un gruppo di associazioni tra cui Anpi, Mediterranea, Emergency, il centro sociale Rivolta, oltre a sindacati come Cobas, partiti come Pd, +Europa, Tutta la città insieme e le Municipalità di Venezia e Marghera, le quali chiedono in una lettera aperta a Brugnaro di piantarla con gli attacchi alle minoranze etniche attribuendo loro reati specifici. Tutto era nato da un tweet che il 15 luglio il sindaco aveva fatto per evidenziare il lavoro della polizia locale parlando di “rom croati”, “albanesi” e “romeni”.

L’attacco al sindaco

«Non abbiamo alcun dubbio nell’affermare – scrivono – che si tratti di becera propaganda elettorale mirata ad un pubblico che vuole vedere nell’ ”altro” l’unica causa dei suoi mali. Come “Rete 3 ottobre”, che dà voce a moltissime realtà diverse del territorio, ribadiamo che questo Sindaco mai imbarazzato e sempre imbarazzante nelle sue dichiarazioni non è il nostro Sindaco. La sicurezza non si fa con il manganello. Ma con le politiche, la prevenzione e i servizi sociali, servizi che Brugnaro si è premurato di tagliare all’osso. All’idea distorta di “sicurezza” promossa dal Sindaco noi rispondiamo dicendo che una società e una città sono più “sicure” se a prevalere sono le relazioni umane, il rispetto reciproco, la non discriminazione»…E mancano ancora due mesi.

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