Veneziano

Bolletta da 4mila euro alla pizzeria premiata dal Gambero Rosso

«Siamo indifesi. Il periodo è funesto». Il grido di aiuto per il caro bollette è una delle 50 pizzerie più rinomate d’Italia che è anche tre spicchi Gambero Rosso e anche quest’anno premio per il miglior panettone: la Grigoris di Asseggiano. La bolletta ce l’ha ben chiara: oltre quattromila euro di luce. Da una parte l’aumento dei costi per l’impennata delle materie prime, dall’altra la pandemia, e il mix è letale. Un detonatore. A raccontarlo è il titolare della pizzeria pluripremiata di Mestre, Lello Ravagnan: «Cerchiamo di resistere, non abbiamo nessuno dei venti dipendenti in cassa integrazione, la bolletta di dicembre da 4.285 euro è stata pagata. A febbraio apriamo un altro bakery, una rivendita di prodotti da forno in via San Girolamo, in centro città, così da avere una via di fuga se le cose continuano in questo modo per molto», dice. Il panificio sarà simile al forno aperto da poco a Zelarino, in via Luca Giordano, con pane, pizza, focacce e torte salate anche portate a domicilio. «Se le condizioni dovessero peggiorare potremmo far lavorare qualcuno dei dipendenti nel nuovo negozio. Anche il forno di Zelarino è nato durante il lockdown, quando abbiamo capito che dovevamo inventarci qualcosa per superare il periodo — dice —. Da due anni ormai comprendiamo che quello che succede non dipende da noi».

Costi alle stelle

E a completare il quadro è arrivata la maxi-bolletta. «L’aumento dei costi è del 150 per cento. Ho fatto controllare al consulente: nel 2021 abbiamo speso 25 mila euro in più rispetto al 2019, e se prima facevo duemila coperti alla settimana, ora ne faccio la metà». Del resto Ravagnan era intervenuto duramente già nell’aprile scorso quando fu introdotto il coprifuoco alle 22, facendosi portavoce della categoria. Oggi il problema è un altro. Famiglie, compagnie, squadre di calcetto, gli affezionati di Grigoris sono stati decimati dai contagi e comunque molti evitano ristoranti e pizzerie per paura degli assembramenti. «Non mi pare saggio riversare gli aumenti sui clienti, temo di perderli, né la bolletta è un costo su cui posso risparmiare — continua l’imprenditore — . Tutto questo è violento e ci sentiamo indifesi». I dati nella loro semplicità dicono più di mille parole o commenti. Nel mese di dicembre 2019 i kilowatt consumati dalla pizzeria Grigoris erano stati 9.200, per un costo di 2.100 euro (0,20 centesimi a kilowatt). A dicembre 2021, con 8 mila kilowatt, la bolletta è schizzata a 4.285 euro (0,49 a kilowatt).

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