Veneziano

Caos trasporti

Il Segretario Generale UGL Veneto, Sebastiano Costalonga non usa mezzi termini per denunciare il caos trasporti nel Veneto. E soprattutto nel veneziano e lo fa con una denuncia e un appello/accusa a tutela dei lavoratori. “Cari lavoratori, nel marasma di annunci e notizie, – scrive Costalonga – vi è chiaro che la cassa integrazione e gli assegni ordinari, dopo l’ultimo Decreto, per molti di voi cesseranno a fine giugno? Il nuovo DL, oltre al nome, di “rilancio” ha ben poco. All’articolo 68 si legge che per l’emergenza Covid-19 è possibile richiedere ulteriori 5 settimane con scadenza 31 Agosto, per chi ha già usufruito degli ammortizzatori a partire dal 23 febbraio.  Insomma, un vero caos trasporti”.

Il Caos Veneto

“Attenzione però! In regioni come il Veneto si è partiti da subito con la cassa integrazione. E quindi le 14 settimane totali messe a disposizione dal Governo termineranno a fine giugno.Come faremo ad arrivare fino al 31 agosto?

Il DL dice che “esclusivamente per i datori di lavoro della filiera turistica sarà possibile anticipare le ulteriori 5 settimane che si possono utilizzare dal 1° settembre”. Pertanto, se la matematica non è un’opinione, arriveremo a traguardare il 26 di Luglio. E poi? Il nulla!

Venezia, le difficoltà del Trasporto pubblico

Il 50% dei dipendenti ACTV è in Cassa Integrazione, i giusti finanziamenti non vengono chiesti alla Regione, e i cittadini viaggiano in situazioni pericolose per la sicurezza e contro le norme anti contagio.
Aggiungiamo la pochissima chiarezza sui bilanci di AVM e ACTV, e il calcolo di ben 108 milioni di ammanco previsto per il 2020.”
La situazione è delicata.

L’appello a Baretta

Mi rivolgo al Sottosegretario Baretta come rappresentante del Governo. Lei che dice di conoscere bene il territorio Veneto. Che sostiene di aver dato risposte al territorio con il nuovo DL, dovrebbe tornare a studiare. 
Lei sostiene di avere risolto il problema dei trasporti pubblici veneti, in particolare quello veneziano. Ma dovrebbe ricordare che le perdite stimate dalle aziende del TPL per il 2020 si avvicinano ai 1,5 miliardi. Mentre lei ha previsto 500 M euro da dividere in tutte le regioni.

Se pensiamo che 100 necessitano solo al Trasporto Pubblico a Venezia come può sostenere di aver risolto qualcosa? Predica bene ma razzola molto male.

La minaccia

Temo sarà  necessaria la mobilitazione del popolo, perché il sistema così non regge e la credibilità del nostro Paese sta raggiungendo i minimi storici. Le nostre imprese sono sempre più convinte di non farcela.

Un piano Marshall di aiuti concreti a lungo respiro è improrogabile. E questo governo non è in condizione di farlo! Per il semplice motivo che deve rispondere alle logiche di quei paesi Europei pronti a speculare sulla nostra nazione. Esulle nostre imprese.

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