Veneziano

«Caso Crociere, vogliono fare un altro Mose»

Un altro commissario in arrivo in laguna. Stavolta per le navi. «Vogliono fare un altro Mose», denuncia la senatrice veneziana dei Cinquestelle Orietta Vanin, «grandi opere e grandi scavi, un’altra mangiatoia. La morte della laguna. E i commissari come abbiamo visto non servono. Perché invece non sbloccano la nuova Autorità per la laguna?».

Non si placa la polemica intorno alle grandi navi

Rebus infinito che adesso vede il governo con il cerino in mano. Dopo aver annunciato per anni che la soluzione era trovata e le grandi navi non sarebbero più passate davanti a San Marco, il 5 giugno scorso tutto il mondo ha potuto vedere che le grandi navi continuano a entrare dalla bocca di Lido, passano in Bacino davanti al palazzo Ducale e San Giorgio, imboccano il canale della Giudecca per raggiungere l’attuale Stazione Marittima. Tensione che aumenta, comitati arrabbiati, lavoratori del porto anche, per la continua incertezza che spaventa le compagnie. La soluzione adesso sembra quella di accelerare la soluzione “provvisoria”, cioè quella di Marghera, in attesa del bando internazionale per i nuovi terminal in mare.

Voci di un decreto imminente firmato dal premier Mario Draghi e dal ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini

«E’ previsto un altro commissario», si indigna la senatrice, che da anni segue il caso Venezia, «come non bastassero gli attuali e il Provveditorato. E’ previsto lo scavo del Vittorio Emanuele, un fondo alle multinazionali della crocieristica e uno per i gestori dei terminal turistici. Il ministero dell’Ambiente non sarà più sentito per gli scavi in laguna e dunque non esiste più la tutela del Piano morfologico. Un disastro…».

Il decreto urgente

A spingere nella direzione del decreto d’urgenza sono stati la Lega, con il deputato Alex Bazzaro e lo stesso presidente Zaia, ma anche gli operatori delle crociere e lo stesso sindaco Brugnaro. Vista l’impossibilità di realizzare gli interventi previsti già dal Comitatone del governo Conte, il 21 dicembre 2020, adesso i tempi si allungano. E nelle prime tre settimane di luglio ci sono i ministri del G20 e poi il Redentore.

Opinioni diverse

L’imbarazzo cresce. Dunque un decreto potrebbe arrivare già la prossima settimana. Una strada su cui le opinioni sono molto distanti. «La soluzione Zaia-Brugnaro non va bene, non si possono scavare canali in laguna», dice l’ex sottosegretario del Pd Pierpaolo Baretta. Marghera deve essere una soluzione provvisoria».

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