Veneziano

«Chiusure maledette»

Le nuove manovre anti-coronavirus? «Maledette». Luigi Brugnaro va senza mezze misure. E dopo il primo approccio, affonda. 
«Sono maledette nel momento in cui tu (Governo, ndr) ti scontri con i tuoi cittadini e non capisci che i tuoi cittadini vogliono sicurezza. Diamo delle linee guida, non è che tutti intasiamo gli ospedali con la prima febbre e chiudiamo tutto. Poi – continua Brugnaro – la gente si chiede dove si va a mangiare. Lo Stato promette il ristoro ma nessuno ci crede al ristoro, il problema è che i soldi non ce li hanno. Lo daranno, sì, ma a debito e pagheranno le prossime 2-3 generazioni. Stiamo facendo la festa coi fichi degli altri». Lineare, asciutto. Deciso e in piena sintonia con la levata di scudi popolare contro l’ultimo Dpcm firmato da Giuseppe Conte tra sabato e domenica. Il nodo, sono sempre le chiusure di bar e ristoranti alle 18. In alcuni casi perfino prima di quello che sarebbe l’orario di apertura. 

Dichiarazioni in televisione

Proteste che Brugnaro condivide, come ha spiegato ieri sera rispondendo alle domande di Nicola Porro a Quarta Repubblica, su Rete 4. «Ora la gente è impaurita, è impazzita. I ristoratori hanno speso soldi per rispettare le norme, hanno messo i plexiglas, ridotto i posti – ha proseguito il sindaco – E poi scusate: il virus non contagia a mezzogiorno e contagia la sera? Su questa cosa devono (il destinatario è sempre il Giverno, ndr) tornare indietro. Che senso ha chiudere alle 18, quando facevano l’80% dei guadagni. La gente deve anche vivere».

Le accuse

Un’uscita a favore degli esercenti e dei ristoratori che arriva nel giorno stesso in cui il Pd cittadino – con una nota a firma del segretario comunale Giorgio Dodi – accusa il sindaco «di essere sparito. «Mentre i residenti si sentono sopraffatti dalla situazione, l’autorità sanitaria del Comune si dilegua – attaccano i dem – Speriamo si occupi di chi a Venezia vive e lavora, informando i cittadini sulla situazione effettiva di focolai e contagi».

La risposta

Parole a cui Brugnaro risponde direttamente via tv: «È l’ennesimo attacco di chi ha appena perso le elezioni da noi e va ancora sul personale, una cosa un po’ triste», il giudizio dell’inquilino di Ca’ Farsetti. Che poi torna sul semi-lockdown imposto dal Governo ed entrato in vigore ieri. 
«La salute e la libertà sono due facce della stessa medaglia – ha aggiunto – la libertà e il rispetto dei cittadini deve essere la prima idea che ha un amministratore pubblico, un politico. Ti devi fidare dei cittadini. Come fai a fare i decreti senza ascoltare i cittadini». Sullo stesso piano, inascoltate, anche le amministrazioni comunali, come lamenta lo stesso primi cittadino di Venezia. «Non si può pensare di chiudere e dire pago io, che poi paghiamo sempre noi, anzi i nostri figli. È una cosa pazzesca dal punto di vista etico – ha concluso Brugnaro – Non dico Conte o i ministri, ma le strutture tecniche che studiano e scrivono questi decreti devono contattare i sindaci e gli imprenditori come categoria, capire la situazione, devono sentire i rappresentanti e ragionare assieme a loro sulle decisioni che vanno prese».

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