Veneziano

D’inca’, “Bene su inceneritore”

”Questa è una buona notizia per i cittadini e il territorio della provincia di Venezia. Finalmente anche la Regione Veneto ha deciso di sedersi attorno ad un tavolo per rivedere e discutere il progetto dell’inceneritore di Fusina. Progetto che il Movimento 5 stelle segue da sempre con attenzione. E su cui ha rilevato, assieme ai comitati e alle associazioni del territorio, numerose criticità sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico”. Così Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il parlamento in seguito all’incontro avvenuto tra il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e l’assessore alla Regione Veneto Bottacin sulla vicenda Fusina. In cui si è aperta la possibilità di costituire un gruppo di lavoro per valutare gli aspetti tecnici.

D’Incà e l’impegno preso con i M5S

”Anche nella giornata di martedì – prosegue D’Incà – mi sono confrontato con il ministro per l’Ambiente Sergio Costa. E i portavoce del Movimento 5 stelle della provincia di Venezia. Quelli che in questi mesi hanno presentato in Regione e nei Comuni di appartenenza diverse interrogazioni su questo tema. Ricordo che, in consiglio regionale, la maggioranza leghista ha votato contro la nostra mozione che chiedeva un approfondimento sul progetto. Adesso è la stessa Regione ad accettare un confronto con il ministero dell’Ambiente in cui sarà opportuno svolgere le corrette valutazioni tecniche”.

D’Incà. Forse la pandemia ci ha fatto riflettere

Secondo il ministro D’Incà, ”la pandemia provocata dal Coronavirus ha ribadito la necessità di seguire la direzione della green economy e di uno sviluppo sostenibile. Ambiente e salute sono al centro delle politiche del nostro governo per un futuro che tuteli i cittadini. Scegliere di trasformare l’attuale struttura a impianto di co-incenerimento non è la soluzione giusta”. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha sottolineato. ”Stiamo lavorando insieme con spirito di collaborazione nell’esclusivo interesse dei cittadini. E per invertire il paradigma a cui purtroppo molte volte assistiamo e cioè che i territori vadano sfruttati nel nome del profitto. Vanno invece tutelati, e sviluppo e tutela possono e devono camminare insieme”. 

Il parere di Elena La Rocca

“Ci siamo sempre battuti contro l’inceneritore e più in generale per tutelare la salute dei cittadini. Questo stop per nuove analisi arriva dopo che la Regione ha visto le mobilitazioni a Marghera, Mogliano, Mirano dove, insieme a tante organizzazioni, abbiamo protestato contro questo ecomostro. Ma la nostra battaglia per la salute non è finita.

Non per nulla abbiamo presentato varie interrogazioni sia al Sindaco che all’Assessore Lanzarin (io stessa di persona) affinché vengano svolti studi più approfonditi anche sul siero materno e le polveri sottili che possono, attraverso la placenta, attaccare il feto. Anche con le analisi sulle unghie dei bambini. Di certo non ci fermiamo qui”

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