Veneziano

Dopo due anni fra dad e lezioni in presenza, a Venezia in aumento le bocciature alle superiori

Ci sono i ragazzi che hanno affrontato con maggiore difficoltà i due anni di didattica mista. Ci sono gli studenti che già l’anno scorso avevano beneficiato del lasciapassare generalizzato alla classe successiva. Ancora ci sono quanti hanno affrontato la didattica a distanza con troppa leggerezza, non totalizzando il numero minimo di presenze che consente la promozione. E poi ci sono gli studenti di seconda, che già l’anno scorso, non fosse stato per il Covid, probabilmente sarebbero stati reindirizzati in un’altra scuola dai loro insegnanti.

La scuola

È lo sfaccettato universo della scuola, un quadro che è necessario comporre per spiegare il fenomeno cui presidi e insegnanti si sono trovati di fronte durante gli scrutini di fine anno: l’aumento dei “debiti” da recuperare a settembre e, soprattutto, delle bocciature. L’esistenza di un simile trend, in realtà, era stata anticipata dalla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo: «Abbiamo fatto diverse conferenze di servizi con i dirigenti scolastici e qualcuno ha paventato un aumento del numero dei ragazzi che non supererà l’anno o che dovrà saldare il debito a fine estate».

I presidi

In attesa dei dati, a confermare il fenomeno sono gli stessi presidi. «Abbiamo registrato un lieve aumento dei non ammessi dalla seconda alla terza e dalla terza alla quarta. Si parla di una crescita nell’ordine del 5-6%», conferma Monica Guaraldo, preside del liceo Majorana di Mirano e vicepresidente dei dirigenti veneziani, «Tra le seconde si tratta molto probabilmente di ragazzi che l’anno scorso avrebbero cambiato scuola o sarebbero stati riorientati. Tra le terze è un dato fisiologico, essendo l’inizio del triennio».

Colpa della pandemia?

«I nostri insegnanti hanno tenuto conto del periodo straordinario. Le difficoltà maggiori sono state riscontrate nelle materie scientifiche tra le quali abbiamo contato un aumento dei debiti» conclude Lamonica. Anche in questo caso il fenomeno riguarda anche le altre scuole. «Le difficoltà maggiori sono state registrate per le discipline che richiedono laboratorialità, esercizi in presenza e pratica», spiega Palumbo. Passando in terraferma, l’aumento delle non ammissioni è stato notato anche allo Zuccante di Mestre, anche se, nemmeno in questo caso, il saldo è “tragico”. «Abbiamo registrato un leggero, fisiologico aumento delle non ammissioni, ma non c’è stato nessun picco particolare», conferma il preside Marco Macciantelli, «Non abbiamo ammesso gli studenti solo in presenza di incontrovertibili evidenze con diffuse o gravi insufficienze. Non dimentichiamo che la pandemia ha fortemente investito

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