Veneziano

Erika Baldin, candidata consigliera regionale per M5S per la circoscrizione di Venezia

Cosa l’ha convinta a candidarsi per le regionali con il movimento 5 stelle?

 “Gli ideali che rappresenta, la nostra storia di impegno per eliminare le storture e le disonestà del sistema-Italia. Il M5S è la mia casa, fin dai primi meetup, quando eravamo in pochi e nessuno ci considerava. Ho cominciato ad occuparmi di attivismo civico dopo le scuole superiori, e sono entrata in politica nel 2008, proprio aderendo al M5S. Nel 2015 sono stata eletta in Consiglio regionale nella lista pentastellata:  il secondo mandato serve appunto per completare il lavoro iniziato in questi primi cinque anni”.

Quali sono i punti del suo programma al di là della lista che rappresenta?

“La politica è odiata da tanta gente perché ha perso il suo vero significato. Perché lo scopo della politica non è di fare gli interessi dei potenti. Ma è quello di risolvere i problemi e le esigenze dei cittadini normali. Di chi abita in territori ignorati dalla Regione, con servizi scadenti e non adeguati. Quei territori che le Regione considera di serie B. Per me la politica è mettersi al servizio della collettività. Anche per questo, in cinque anni di Consiglio regionale, ho tagliato il mio stipendio e ho restituito oltre 45mila euro, donandoli ai veneti travolti da eventi calamitosi. Poi, con i colleghi del Gruppo M5S, abbiamo donato 50mila per l’emergenza Covid”.

Se eletta, quale sarebbe la sua prima azione?

 “Concedetemene due. La prima è quella di portarmi a casa tutta la massa di carte accumulate nella troppo breve vita della Commissione regionale di inchiesta sulla gestione del Covid nelle Case di riposo e studiarmele per bene, quindi chiedere la riapertura della commissione, per capire cosa è stato sbagliato, e perché. I nostri anziani non meritavano di morire così e non possiamo permettere che accada di nuovo. La seconda è quella di chiedere un monitoraggio costante e un’attenzione migliore per i problemi dell’occupazione. Il lavoro deve diventare la priorità numero uno della Regione, per quelle che sono le sue competenze ma soprattutto per la capacità di coordinamento e di proposta che bisogna imporre all’agenda politica veneta”. 

Come sta vivendo queste elezioni per certi versi giocate più sui social che a confronto con la gente? Lei come si sta comportando?

 “Indubbiamente i mesi di lockdown hanno influito molto sul modo di comunicare, e questa è una campagna elettorale complicata, sia per il periodo estivo, sia per la forte impronta del Covid. Dedico comunque molto del mio tempo alle iniziative “in presenza”, con banchetti ai mercati ogni giorno, volantinaggio, confronti pubblici sui vari temi di interesse, dal turismo al lavoro, dall’agricoltura alla pesca. Sono però molto attiva sul web, con il mio sito www.erikabaldin.it, i miei account su Facebook, Twitter e Instagram, per tenermi in contatto con le persone anche a distanza, spiegando le mie iniziative e le mie idee. I social devono essere un completamento, non l’unica voce”.

Faccia un appello al voto. Molti sondaggi indicano che quest’anno ci sarà un grosso calo e l’astensionismo potrebbe ribaltare ogni risultato

 “Alle elezioni regionali il cittadino può esprimere la preferenza, scrivendo il nome del candidato che vuole mandare in Regione. È una possibilità importantissima, perché si può decidere la persona cui dare fiducia, senza che la scelgano altri per te, e poi pretendere che rispetti gli impegni che ha preso e che faccia il proprio lavoro al meglio. Invito quindi tutti gli elettori ad andare ai seggi, anche per votare sì al referendum per il taglio dei parlamentari, una battaglia sostenuta da noi del Movimento 5 Stelle che comporterà un grande risparmio per le casse pubbliche e una miglior gestione del Parlamento”.

Descriva sé stessa in poche parole e il perché condivide certi ideali

 “Non conta tanto come sono, ma quel che faccio per i cittadini e come, e quanto, mi impegno per le loro istanze. Comunque, sono pragmatica e altruista. Amo la natura, gli animali e mi piace prendermi cura delle persone svantaggiate. Ho anch’io, come tutti, un sacco di difetti. Quello cui sono più affezionata è il mio essere idealista”.

Per quale motivo una persona dovrebbe dare il voto a lei e non a un altro della sua lista?

 “Perché ho dimostrato di impegnarmi, ogni giorno, per le necessità e i bisogni dei cittadini. E di mantenere le promesse, come si è visto con lo stop al pericolosissimo deposito GPL di Chioggia, una bomba innescata a pochi metri dalle case del centro città. Nella stanza dei bottoni mi vorrebbero muta e mansueta, ma io non mollo”.

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