Veneziano

Ferie forzate e niente telelavoro

Lavoro agile e smart in Comune, dopo la polemica sui limiti del lavoro da casa a massimo tre giorni, arrivate nuove circolari dell’amministrazione comunale, che acuiscono il conflitto. Perché gran parte dei lavoratori saranno in ferie forzate fino a martedì prossimo.

L’accusa dei sindacati sulle ferie forzate

«L’eclatante forzatura dell’amministrazione al ricorso esclusivo della fruizione delle ferie sembra più l’ennesima trovata della politica. Che, in piena emergenza virus, ha l’unica idea di imporre le ferie al personale del Comune di Venezia. Piuttosto che applicare quanto previsto dal DPCM che imponeva da questa mattina di attivare in via ordinaria il lavoro agile». Denunciano con un comunicato congiunto la Rsu e le rappresentanze sindacali di Diccap, Csa, Uil Fpl e Cgil Funzione Pubblica.

La circolare sulle ferie

«Nemmeno previsto, in questa circolare, la possibilità di fruire delle eccedenze orarie e permessi personali. Come disposto nei precedenti decreti», protestano Rsu e sindacati che ancora non sanno se la amministrazione Brugnaro intende dare «avvio al lavoro agile. Anche se da un luogo diverso dalla sede di lavoro e lontano dagli occhi del padrone». Scrivono in un duro comunicato sindacale.

Le diffide sulle ferie

Non bastassero i sindacati, ecco intervenire anche il PD e i Cinque stelle. Vicenda «inaccettabile» tuona la capogruppo Monica Sambo ricordando che da dieci giorni depositata una interrogazione. Che chiedeva misure per il personale. «Il Comune è rimasto inattivo per tutta la settimana. Alimentando un clima di incertezza anziché fornire subito indicazioni chiare», dice il consigliere, e deputato, Nicola Pellicani. «Lo smaltimento delle ferie è previsto dalla circolare del Ministro. Ma non è accettabile un atteggiamento così ostile nei confronti del lavoro agile».

L’interpellanza di Elena La Rocca

«Dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità internazionale e dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale. E’inammissibile che il Comune di Venezia, nonostante il Decreto del Presidente del Consiglio Conte in cui si sottolinea il totale lockdown. Invece di mettere in atto la pratica suggerita dallo stesso premier di “smart working”, decida di mettere in ferie forzate, la maggior parte dei dipendenti del Comune».

Le motivazioni

«Considerato il rapido aggravarsi della situazione epidemiologica, il carattere dell’epidemia e l’incremento dei casi, necessaria la messa in atto di tutte le misure urgenti per limitare la diffusione del virus. Davanti ad un’amministrazione che sta dando la possibilità ai dipendenti di fare domanda di lavoro agile. Ma per soli tre giorni a settimana e secondo turnazioni. Vanificando l’obiettivo di contenimento del contagio e considerando la gran parte delle azioni previste dal precedente Piano Triennale di Azioni Positive non attuata dalla Dirigenza del Comune di Venezia. Ho deciso di presentare un’interrogazione alla quale spero aderiscano anche molti miei colleghi e i sindacati».

La conclusione

«Il motivo – conclude La Rocca -? per capire quali siano le misure adottate e che si intendono adottare. Indicandone le relative tempistiche, per il raggiungimento di un maggior benessere organizzativo ed per il raggiungimento nel più breve tempo possibile degli obiettivi di legge. Quali siano le iniziative che si intendono mettere in atto per sensibilizzare i dirigenti (cioè i datori di lavoro dei pubblici dipendenti) sulla necessità di realizzare tale innovazione organizzativa anche rispetto alla performance ed alla valutazione. Quali siano le ragioni del mancato riscontro dell’applicazione dell’ultimo  il DPCM del 1° marzo, visto che si tratta di misure da applicare immediatamente poiché emergenziali».

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