Veneziano

Fuori Centenaro, confermata Onisto. Scontro (pacifico) in FI

Finisce con una sconfitta la battaglia al Tar del Veneto dell’ex consigliere comunale di Forza Italia, Saverio Centenaro, che per un solo voto non era riuscito lo scorso settembre a conquistare la rielezione. Il posto lasciato libero dal primo degli eletti, Michele Zuin, confermato assessore, è andato a Deborah Onisto e Centenaro è rimasto escluso. Ma lui era convinto che i voti conteggiati non fossero corretti e così ha tentato la strada del ricorso alla giustizia amministrativa citando il Comune e la Onisto.

Come era andata

A Centenaro con lo scrutinio dei voti delle elezioni comunali erano stati assegnati 357 voti di preferenza (cifra elettorale 3612) con il terzo posto nella graduatoria dei candidati alla carica di consigliere comunale del Comune di Venezia della chiarin lista n. 8, subito dopo la candidata Deborah Onisto, alla quale sono stati attribuiti 358 voti di preferenza (cifra elettorale 3613). Centenaro con i suoi avvocati ha contestato i conteggi ritenendo che in alcune sezioni di scrutinio (le numero 129, 147,216) gli sarebbe stato erroneamente attribuito un numero di voti di preferenza inferiore a quelli che in realtà avrebbe ottenuto e ha prodotto le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, di alcuni elettori che hanno dichiarato di aver votato nelle sezioni a favore di Centenaro. Il Comune di Venezia non si è costituito in giudizio.

La mossa di Onisto

Si è costituita in giudizio Deborah Onisto, chiedendo, nel caso i giudici ritenessero fondata la tesi del collega di partito, di andare a riconteggiare anche tutti i voti nulli o contestati risultanti dai verbali delle Sezioni 99, 102, 129 e 172 e che detti voti venissero verificati ed attribuiti a lei. I giudici del Tar hanno deciso diversamente: hanno infatti ritenuto che le dichiarazioni degli elettori non costituiscono «il necessario principio di prova», anche se sono atti scritti davanti ad un notaio. Ricorso quindi rigettato perché non ammissibile. Centenaro si arrende: «Nessun problema con la Onisto con cui per 5 anni siamo stati compagni di gruppo e abbiamo sempre lavorato benissimo. Ho solo tentato di dimostrare le mie ragioni», spiega. Oggi è consulente alla Città metropolitana.

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