Veneziano

Gigio si incavola!

Gli avevano appena mostrato la nuova ordinanza — già in vigore — che un paio di ore prima aveva presentato il governatore del Veneto Luca Zaia. Tutto condivisibile, ma quello che ha fatto arrabbiare Gigio è che non ne sapeva niente. «Vogliamo precise telefonate dal governo e dalla Regione, vogliamo essere informati prima. Non alle 3 versi i cimiteri, e la signora anziana si presenta davanti alla porta. Vado a verser mi? Le chiavi le ho io, ma nessuno mi hai detto niente per tempo», è sbottato Luigi Brugnaro durante la striscia su Televenezia e Facebook.

Gigio contro tutti

Che il sindaco fosse arrabbiato lo si era capito subito, dal buongiorno iniziale. «Penso che questa sia l’ultima trasmissione che faccio, adesso voglio veramente che la genti si liberi e vada fuori. Sono stanco di continuare a sentire ordinanze, mascherine di qua, drone di la. Questa situazione ha sempre più un aspetto kafkiano e ridicolo. Io ho cercato di resistere ma comincio ad essere stanco. E’ arrivata una nuova ordinanza, cominciamo ad aprire le attività, apriamo le scuole e gli asili, con tutte le prudenza le caso, e anche i bar: non vedo perché si può andare a prendere la carne in macelleria ma non un caffè».

Gigio e le riaperture

Brugnaro lo dice da tempo, fosse per lui avrebbe aperto diverse attività già qualche settimana fa: «Basta centellinare, un po’ oggi, un po’ domani, uno prega di poter aprire e intanto muore di fame. Si è capito che la curva dei contagi è discendente, non facciamo trionfalismi, ma alla fine confronteremo i morti, spero non sia stato tutto un bluff».

Gigio contro la Regione

Dopo aver sentito Zaia durante la quotidiana conferenza stampa e la notizia riportata dai tg diverse persone hanno chiamato Comune e Veritas per sapere se i cimiteri erano aperti, qualche altra si è presentata direttamente al cancello (a Mestre) chiedendo di entrare.

La reazione

«Non si può fare pronti via, ci vuole tempo per organizzarsi. Adesso basta: fateci un piano, non possiamo continuare a rate. Mi posso muovere entro 200 metri? Sì, no, in prossimità, ma cosa vuol dire? Se poi qualcuno preferisce stare a casa più riparato, benissimo». Per questo il Comune ha deciso di aprire dalle 10 alle 18 tutti i cimiteri da lunedì prossimo, tranne quello di San Michele che aprirà mercoledì dalle 10 alle 15.

Le multe e i morti per Gigio

Il Comune dal canto suo giovedì ha sanzionato undici persone per non aver rispettato le disposizioni. «Io mi vergogno anche a dirlo — commenta il sindaco — Cosa sanziono? Abbiamo applicato la legge, ma siamo in libertà e ho il diritto e il dovere di dire che devono smetterla con questi provvedimenti. E’ arrivato il momento di essere liberi, si aprano anche i parchi. Invece di parlare dei morti, adesso è arrivato il momento di parlare dei vivi».

La gaffe delle carpe?

Certo che il sindaco ci ha ormai abituati anche ai suoi “show”. Non ultima la confusione tra “carpe” e “cappe”. Così almeno sostiene lui. Cosa era successo? Tutto è iniziato quando Luigi Brugnaro ha richiesto che le famiglie veneziane potessero usare liberamente la barca, che in laguna è l’equivalente della macchina. Inoltre aveva chiesto che gli abitanti della città sull’acqua avessero la possibilità di andare a pesca. Questo perché i veneziani riescono a vivere di branzini e cappe. Un giornalista romano, credendo di aver capito male, quando ha steso l’articolo ha scritto la parola “carpe” anziché “cappe”. Purtroppo, però, la faccenda non si è conclusa così velocemente e semplicemente. Questo perché, dopo aver letto l’articolo, la notizia è rimbalzata su ogni social. Tanto più che era anche palese il riferimento a una dichiarazione di Gigio sull’inutilità dei buoni spesa per i bisognosi. «I veneziani possono cavarsela pescando branzini e carpe (o cappe?) senza bisogno della carità». Questo in sintesi il suo pensiero.

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