Veneziano

Gli “Studenti contro il Green Pass” non si fermano

Non si ferma la protesta e le iniziative degli “Studenti contro il Green Pass” che a Venezia hanno indetto in tre giorni due eventi contro il lasciapassare: un sit-in di protesta giovedì e una manifestazione in campo San Pantalon a Venezia sabato. Tra gli studenti e i cittadini che hanno preso parte all’iniziativa di sabato, ad esempio, anche alcuni professori come Carlo Lottieri, associato a Verona.

L’intervento del prof. Lottieri

Nell’intervento Lottieri ha parlato di discriminazioni e libertà: «Per quale motivo ognuno di noi dovrebbe vaccinarsi pur avendo diritto e libertà di cura? Abbiamo creato studenti di serie A e studenti di serie B. Non dobbiamo discriminare, non dovremmo discriminare come professori. Eppure alcuni colleghi di altre università fanno una pressione sociale insopportabile, c’è una volontà di discriminare che dobbiamo combattere. Chi rinuncia alla libertà per la sicurezza non merita nè libertà nè sicurezza. Personalmente non è la prima volta che intervengo: il mio direttore mi ha “scomunicato” ma veramente siamo in generale nella progressiva riduzione della libertà di parola. Noi parliamo di cure, non siamo no vax».

Gli studenti

Diversi gli studenti che hanno preso la parola. Riccardo, uno dei portavoce degli “Studenti no green pass” ha dichiarato: «Il vero nemico invisibile non è il virus è chi sta mettendo uomo contro uomo. La soluzione è usare gli strumenti del logos: fratellanza contro odio, rispetto della persona umana contro la violenza, si dichiari l’emergenza finita. Oggi non ci sono parametri in base alla quale prorogarla e si stanno creando fratture sociali, i cittadini onesti sono definiti pericolosi dissidenti. C’è il pericolo di una deriva totalitaria: ma sappiano che a noi però non piacerà mai essere degli struzzi e nasconderci».

Davanti la mensa

Gli studenti, dicevamo, hanno organizzato giovedì scorso anche l’ennesimo sit-in di fronte alla mensa universitaria di Venezia ESU (che accoglie studenti di Ca’ Foscari, IUAV, Accademia e Conservatorio), dalle 13 alle 15 per ribadire le loro posizioni: «Non possiamo, in quanto privi di tessera verde, sedere nei banchi della nostra università, relazionarci normalmente con i nostri compagni e professori; tutto è stato interrotto, niente è uguale a prima. Gli eventi mutano veloci, ma la motivazione del nostro dissenso permane immutata: l’uguaglianza dei diritti e l’assenza di atteggiamenti discriminatori» hanno concluso.

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