Veneziano

Helga e il teatro d’eccellenza

Helga Greggio ha 27 anni. E’ nata a Mira e risiede a Veternigo di Santa Maria di Sala. A inizio luglio, al termine del terzo anno di corso, ha ottenuto l’attestato di qualifica professionale rilasciato dall’Accademia Teatrale Veneta, partner di progetto nell’ambito dell’Accordo di Programma tra la Regione del Veneto e il Teatro Stabile del Veneto.

E’ l’unica tra i 15 diplomati del triennio professionalizzante 2016/2019 a essere originaria della provincia di Venezia. Gli altri diplomati, infatti, vengono da latri luoghi del Veneto e molti da altre Regioni. Solo lei è originaria del veneziano, terra che nei secoli ha dato natali a grandi attori e registi, e dove il teatro ha raggiunto vette eccellenti raccontando la realtà, criticandola, e guardandola da una prospettiva diversa: a volte comica, a volte tragica.

Una storia, quella del teatro veneziano, che continua. Anche se sono tanti i teatri che hanno dovuto chiudere negli ultimi anni. Pochi fondi, pochi spettatori. Spesso poco interesse. Soprattutto da parte delle nuove generazioni, attirate, se non rapite, da internet, serie tv, e cinema.

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E così sono pochi i giovani che amano il teatro. Pochi quelli che lo frequentano, pochi quelli che lo fanno. E anche solo per questo, la passione di Helga merita attenzione.

Helga Greggio: i ruoli

La giovane attrice, il 4 luglio scorso ha sostenuto la prova d’esame sul palco del Teatro Junghans in Giudecca, interpretando due diversi ruoli (Elena, l’innamorata, e Robin Starveling, l’artigiano) nella commedia shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate”, davanti a una Commissione formata da esperti del settore e presieduta dalla Regione del Veneto.

Nel corso del terzo anno di studi, dedicato alla pratica di palcoscenico, Helga ha recitato in cinque diverse produzioni teatrali: in “E serbi un sasso il nome: memorie dei cafoscarini caduti”, regia di Stefano Pagin, drammaturgia di Paola Bigatto, da un’idea di Francesca Bisutti, presso il Teatro Ca’ Foscari di Venezia; in “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, libero adattamento a cura di Adriano Iurissevich, presentato lo scorso 7 luglio al Rising Lagoon Theatre Festival del Venice Open Stage; in “Il giornalino di Gian Burrasca”, a cura di Michele Modesto Casarin e Ambra D’Amico; in “The Banquet”, un progetto a cura degli allievi attori coordinati da Giancarlo Marinelli; e infine in “Siamo troppi su questa c**o di barca”, a cura di Toni Cafiero.

Adesso Helga guarda al futuro. L’augurio è che sia luminoso.  

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