Veneziano

I sindacati invadono Mestre per i diritti del lavoro

Una distesa di bandiere rosse e azzurre, a centinaia, a ricoprire interamente piazza Ferretto. I sindacati chiamano e la risposta dei lavoratori è compatta. È stata scelta Mestre come epicentro regionale della protesta dei lavoratori per parlare di pensioni, di sociale, di fisco, di sviluppo: in una parola, di lavoro. «Vogliamo dare un segnale forte al governo, perché è necessario migliorare la legge di bilancio così come è stata presentata. Chiediamo tutela per il lavoro, ammortizzatori sociali e politiche attive perché chi perde il posto di lavoro possa essere accompagnato a cercarne un altro», l’indicazione di Gianfranco Refosco, segretario regionale di Cisl.

Le richieste

Christian Ferrari della Cgil sottolinea: «Chiediamo una pensione contributiva di garanzia che riesca a coprire tutti i periodi di disoccupazione involontaria, il riconoscimento del lavoro di cura e, quanto alle pensioni, 62 anni di età e 41 anni di contributi sono più che sufficienti».

Il segnale

«La manifestazione di ieri vuole da un segnale forte al governo perché riteniamo necessario migliorare la Legge di Bilancio così come stata presentata. La risposta dei lavoratori delle lavoratrici e dei pensionati del Veneto stata direi superiore alle aspettative», ha detto ancora Refosco. «C’è una grande voglia di ripartire nel lavoro veneto, e questa voglia di ripartire deve essere coniugata con l’equità sociale. Quindi noi chiediamo tutela per il lavoro, ammortizzatori sociali ma soprattutto politiche attive perché chi perde il posto di lavoro possa essere accompagnato a cercarne un altro.

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