Veneziano

I Tre Oci parlano americano

C’è il cartello Sold davanti alla Casa dei Tre Oci alla Giudecca. Venduta, agli americani. Diventerà la prima sede europea del Berggruen Institute, un istituto di ricerca con sede a Los Angeles indipendente e no-profit, inventato e cullato dal filantropo e intellettuale Nicolas Berggruen, che ne è anche il presidente. Ieri è stata la Fondazione di Venezia, proprietaria dell’edificio della Giudecca di cui aveva deciso la vendita, tra mille polemiche, pochi mesi fa, ad annunciare di aver firmato un contratto preliminare di vendita per la cessione. L’edifico, fin qui usato soprattutto per mostre di fotografia, continuerà quindi a essere una sede espositiva, spazio per convegni e simposi internazionali. Scongiurato quindi il rischio di un nuovo albergo, o di un uso speculativo. Ipotesi sempre respinta con forza in questi mesi dal presidente della Fondazione, Michele Bugliesi, senza mai riuscire ad sciogliere i dubbi di parte della città. Ora c’è il preliminare. Per il rogito è presumibile che ci vogliano alcuni mesi: sull’operazione di compravendita deve arrivare l’autorizzazione della Soprintendenza. Sul prezzo c’è un vincolo di riservatezza tra le parti, ma la cifra dovrebbe essere intorno agli 8-9 milioni di euro, più bassa dell’offerta del francese Stéphane Courbit, un uomo d’affari che si occupa del settore audiovisivi, gioco d’azzardo online e hotel di lusso.

La proposta

La proposta Berggruen è apparsa agli occhi dei vertici di Fondazione di Venezia più solida dal punto di vista culturale, più affine all’insieme delle attività offerte della Fondazione. «Con questo atto», dice infatti Bugliesi, «confermiamo la ferma determinazione della Fondazione nel voler preservare il valore e il ruolo culturalmente strategico di questa dimora unica al mondo. Grazie alla collaborazione tra la nostra Fondazione e il Berggruen Institute, nei prossimi due anni e oltre, la Casa dei Tre Oci continuerà ad essere fulcro di un costruttivo dibattito artistico e culturale di levatura internazionale. Ringrazio Nicolas Berggruen, presidente del Berggruen Institute, per la consonanza di vedute che ha accompagnato l’interlocuzione di questi mesi e per la sua capacità di visione nei confronti della città di Venezia. Affidiamo la Casa dei Tre Oci a una istituzione prestigiosa, e a una persona di grande spessore: sono certo che questo atto costituirà l’inizio di una nuova e proficua collaborazione anche con tutte le istituzioni cittadine, attraverso la quale porre al centro di ogni interesse e di ogni azione Venezia e la sua comunità».

Il futuro

L’intesa preliminare prevede che i Tre Oci possano ospitare anche mostre di arte, foto e architettura in collaborazione con grandi musei internazionali, come la Tate di Londra, il Moma di New York, il Lacma di Los Angeles o la svizzera Fondation Beyeler. Ma chi è Nicolas Berggruen e di cosa si occupa il suo Think tank? Cinquantanove anni, è un filantropo e miliardario americano, figlio del mercante d’arte Heinz. Gli interessi della holding di famiglia spaziano dall’energia in Turchia, alle società per il noleggio d’auto in India. E poi: investimenti immobiliari e fondi. Il Berggruen Institute è nato nel 2010 per riflettere sui cambiamenti generati dalla globalizzazione, coinvolgendo scienziati e grandi personalità della cultura, del pensiero e della politica. Ha sede a Los Angeles e alla Peking University di Pechino. E presto a Venezia.

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