Veneziano

Il comparto dell’autotrasporto in Riviera del Brenta è in difficoltà

I problemi sono molteplici : l’aumento delle materie prime, soprattutto dei carburanti, carenza di addetti, e nel comprensorio a questi si aggiungono anche i problemi legati a divieti di transito ai mezzi pesanti messi dai Comuni della zona. A fare l’analisi della situazione è Francesco Brambilla capocategoria del comparto trasportatori artigiani dell’ Associazione Artigiani Piccola e Media Impresa “Città della Riviera del Brenta”. All’associazione sono iscritte circa 30 aziende che hanno una dimensione di 4- 5 dipendenti al massimo. 

La situazione

 “La situazione – spiega Brambilla – è decisamente complessa. Nonostante il comparto abbia lavorato più di altri anche durante il lockdown, l’aumento del costo del carburante sia gas che gasolio ha provocato problemi anche con i committenti. A questo si aggiunge ad esempio che l’additivo blu che va messo nei serbatoi dei camion per abbattere le emissioni, di fatto non si trova più per problemi di produzione. Si rischia a breve lo stop”. Brambilla poi spiega che ci sono problemi legati anche al reperimento degli addetti. “Intanto – sottolinea-  rispetto a qualche anno fa le paghe degli autisti con il contingentamento degli orari con il cronotachigrafo e i conseguenti controlli tassativi non permettono più di fatto guadagni aggiuntivi, in secondo luogo nonostante le paghe base siano alte e cioè sui 1800 euro al mese, la pesantezza del lavoro lo fa diventare poco appetibile ai giovani. Per questo fra i giovani chi si fa la patente per i camion, sono veramente pochi”. 

La viabilità locale

A questa serie diproblemi si aggiungono anche problemi legati alla viabilità locale. “A parte il fatto – sottolinea Brambilla – che in autostrada fermarsi
nelle piccole piazzole di sosta- emergenza  è vietato, per raggiungere
le diverse zone industriali della Riviera  del Brenta gli autostrasportatori si trovano ormai davanti una selva di divieti di transito sia nei centri abitati che nelle strade limitrofe e ciò complica il lavoro“. Da qui un appello. “Serve  al più presto – conclude Brambilla – un coordinamento fra enti locali per andare incontro alle esigenze della nostra categoria e trovare percorsi ad hoc e non labirintici per i camion”.

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