Veneziano

Il sindaco conferma che Venezia sarà a numero chiuso: «Stiamo studiando le modalità»

«Èassodato che Venezia sarà con accesso su prenotazione: ora dobbiamo studiare come, siamo aperti alla discussione» e «nessuno deve arrabbiarsi». Così il sindaco Luigi Brugnaro, nel corso del suo intervento all’inaugurazione della mostra Venetia 1600: nascite e rinascite, a Palazzo Ducale, ha ribadito l’intenzione di istituire un sistema di regolamentazione degli ingressi nella città lagunare: sistema che, secondo i piani, dovrebbe entrare in funzione nell’estate 2022. Il controllo degli accessi, come già spiegato in passato, sarà correlato al pagamento della “tassa di sbarco”, ovvero il contributo (fra i 3 e gli 8 euro) che i visitatori giornalieri dovranno versare per entrare in città (ma non i turisti che pernottano a Venezia, i quali sono già tenuti al pagamento dell’imposta di soggiorno).

App e tornelli

Per l’amministrazione è questa la via giusta per evitare che la città sia sopraffatta dal turismo. Si è parlato di varchi con tornelli per controllare gli ingressi e di una app per la prenotazione e il pagamento del contributo (o l’eventuale esenzione), ma mettere a punto questo tipo di sistema non sarà semplice, come rimarcato oggi dal sindaco: «Dobbiamo trovare la strumentazione, soluzioni tecniche per permettere alle persone di entrare in città e lasciar fuori invece quelle che non possono entrare. Ci vuole confronto e bisogna sentire la pluralità delle voci. Venezia – ha aggiunto – è aperta al mondo e lo sarà sempre. Intanto siamo riusciti a far passare politicamente e socialmente quest’idea della prenotabilità. Sono sempre state fatte delle regole in passato, anche molto forti, su quello che potevano fare le persone ospitate in città».

Turismo e città d’arte

Pochi giorni fa anche il ministro Dario Franceschini aveva affrontato il tema, ma si era detto contrario ad una soluzione così radicale: «Bisogna combattere l’eccessivo affollamento nelle città d’arte, ma senza alcun contributo d’accesso – ha detto – Bisogna sfruttare tecnologie meno invasive per controllare i flussi, che ci sono, ma se penso ai tornelli mi viene in mente un aeroporto, non una città. Per il resto tutto è nelle mani dei sindaci, noi siamo qua per dare una mano». Franceschini ha aggiunto che «Venezia non ha solo la vocazione di ospitare i turisti, ma deve pensare alla valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale, che è unico al mondo, investendo nel presente e nel futuro. Per il resto – ha concluso – non possiamo pensare che sia l’Europa a risolvere tutti i problemi».

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