Veneziano

Inceneritore. In 600 per dire no

«Non brucerete il nostro futuro». È una piazza Municipio tracimante di persone – più di 600 – quella che ha detto no all’inceneritore, durante l’assemblea straordinaria per costruire la mobilitazione contro l’impianto di trattamento dei rifiuti soldi urbani che la società Ecoprogetto vuole erigere a Fusina. «È un momento di confronto, organizzazione e proposta su cosa possiamo fare per contrastare il progetto – esordisce Laura di Fridays for future Venezia-Mestre – costruiamo l’alternativa dal basso».

Inceneritore e rischio chimico

Poi interviene Roberto Trevisan, dell’Assemblea permanente contro il rischio chimico. «Finalmente riusciamo a vederci in presenza. Dove c’è incenerimento non può esserci ciclo virtuoso dei rifiuti. Ma solo morte, malattia e interessi privati. Quando toglieremo la mascherina per la pandemia, non siamo disposti a indossare quella per l’inceneritore».

Per Mattia Donadel, del Comitato Opzione zero Riviera del Brenta, «il movimento spaventa perché si allarga a macchia d’olio, coinvolgendo anche medici e pediatri. Questo sistema ci sta portando al baratro. Abbiamo di fronte una vera e propria lobby economica che ha interessi a bruciare, ma anche noi abbiamo energie, e soprattutto cuore e fantasia. Serve un’azione popolare come in val di Susa, in grado anche di bloccare i lavori. Potremmo ricorrere al Tar, fare un’inchiesta sulle menzogne di Veritas, oppure boicottare i pagamenti».

La municipalità

Quindi è il turno del presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin. «Quando questa piazza si riempie davvero è sempre per grandi temi ambientali. Abbiamo respirato diossina per vent’anni. Adesso la nostra risposta a un’amministrazione comunale irresponsabile. Che assieme alla Regione non può cavarsela così. Stavolta diamo una visione alternativa per il rapporto industria e città. Perché questo progetto ci avvelena e distorce lo smaltimento rifiuti». Infine la pediatra Lucia Magagnato, che sottolinea. «Di fronte al rischio per la salute e l’ambiente bisogna fermarsi. Non possiamo avere paura di mettere al mondo bambini».

Anche la politica contro l’inceneritore

Tra le 600 persone, tutte rigorosamente a distanza e rispettose delle norme igienico-sanitarie, la consigliera M5S Elena La Rocca e il Candidato alla Regione Enrico Cappelletti.

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