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Le opposizioni disertano un Consiglio Comunale comico e demenziale. Quarto d’Altino pronta a esplodere per colpa di un segretario incapace e un Sindaco che non si sa imporre

Il casus belli sono le tariffe sui rifiuti. Già nella commissione dei Capigruppo tenutasi il 28 giugno il Presidente del Consiglio Comunale esordisce affermando che quanto contestato dalle opposizioni in merito alla convocazione del Consiglio del 29 giugno erano appropriate in quanto “si era dimenticato di aggiungere la dicitura “straordinario” e pertanto si appellava al loro buon senso per poter discutere solo il tema in scadenza sulle nuove tariffe della raccolta rifiuti.

In commissione consiliare il presidente abbandona

In sede di Commissione Consiliare nel relazionare i punti, mentre si discute, il Presidente Borga dichiara di abbandonare la commissione per impegni improvvisi. Decisione contestata dal Consigliere Petruzzi in quanto viene indicato come sostituto l’Assessore Mazzon e alla verifica da regolamento la maggioranza che governa scopre che non ha nominato un vice-presidente dal loro insediamento.

La maggioranza fa finta di niente

A questo punto la maggioranza politica continua nella opera farsa e al posto di sospendere tutto decide di fare come nulla fosse. Tutto risulta nell’apposito verbale in atti redatto tra l’altro non dal preposto ma dal
Responsabile dell’Ufficio Tecnico. Tutto nella massima illegalità che contraddistingue oramai l’atteggiamento di questa maggioranza che sembra più governata dal segretario Pontini che dal sindaco Grosso.

Stavolta la coppia Pontini – Grosso esagera troppo

Alla luce di questi fatti era inevitabile che le opposizioni e parte della maggioranza stessa (per citare un nome Alessandro Cesarato per il quale non si conosce il motivo dell’assenza) non si presentassero alla inesistente convocazione del Consiglio Comunale, non certo per sottrarsi alla discussione dei temi che interessano la comunità di Quarto d’Altino. Quanto approvato nel presunto Consiglio Comunale è soggetto a revoca con tutte le conseguenze amministrative del caso.

Intanto aumentano le tariffe sui rifiuti

“Sul punto poi delle tariffe dei rifiuti che veniva considerato urgente che volano verso l’alto per il Comune di Quarto d’Altino- fa notare il consigliere Petruzzi – è dovuto al “commissariamento” da parte di ARERA degli Enti come il Consiglio di Bacino Venezia Ambiente e di tutti gli altri Enti coinvolti nella raccolta dei rifiuti e i loro gestori di riferimento come in questo caso Veritas. Nelle sue varie trasformazioni AMIU/AMAV/VERITAS non hanno prodotto effetti in quanto la politica di destra e sinistra a tutti i livelli Regione, Città Metropolitana, Comuni, non è stata in grado di rendere efficiente né la filiera della raccolta né l’azienda”.

La malagestione

E’ importante precisare le Responsabilità storiche della malagestione dei rifiuti per far capire al cittadino che oggi è chiamato in prima persona a pagare con l’aumento delle tariffe mediante il PEF in una percentuale che oscilla tra il 12 e 18% annuo, per continuare a mantenere il carozzone politico che si alimenta dalla filiera dei rifiuti, non ultimo la conferma del servizio sino al 2038 in regime di monopolio a VERITAS a firma del Presidente dell’Autorità di Bacino nonché Sindaco Claudio Grosso.

La realtà

In realtà nell’ottica dell’economia circolare il rifiuto è una risorsa a costo zero per la collettività concetto previsto nel PNRR presentato dal Governo in sede comunitaria.

Anche Raffaella Giomo si irrita

Ancora una volta il sindaco Claudio Grosso dà una interpretazione tutta sua alla conduzione della macchina amministrativa e politica del Comune di Quarto d’Altino. Scambia un consiglio comunale ordinario con uno straordinario. O meglio, lo connota a seconda della convenienza. L’ultima seduta del Consiglio Comunale avventura lo scorso 28 giugno, oltre a essere stata convocata senza rispettare i tempi previsti dalla normativa e dal regolamento interno – peraltro modificato proprio dall’attuale maggioranza – il presidente del consiglio Mauro Marcassa ha voluto farlo passare come un consiglio straordinario, nonostante lo avesse convocato come ordinario. Anche un amministratore di condomino sa che un consiglio straordinario non può essere convocato al pari di uno ordinario. Circostanza non possibile. Avevamo anche dato la possibilità di rimediare, ma non siamo disponibili a farci prendere in giro. Lo ha fatto per cinque anni. In buona fede avevamo creduto di poter dare un contributo costruttivo, invece da circa due anni ci siamo accorti che ci avevano solo preso in giro. Peraltro, ance deridendoci alle spalle, credendo addirittura che nessuno sarebbe venuto a dircelo. Un approccio parossistico al limite della sopportazione. Un atteggiamento privo di riguardo verso qualsiasi normativa vigente, ma soprattutto verso i cittadini, che già vittime di un sistema burocratico esasperato, avrebbero bisogno di indicazioni chiare. Invece, c’è anche di più. Per quale motivo le minoranze non possono avere accesso in tempi congrui alla documentazione sottoposta alla votazione? Esattamente come accadde alla vice sindaca Cristina Baldoni, che le presentarono il testo di una delibera senza lasciarle il tempo di prendere visione? C’era una scadenza il 30 giugno? Sarebbe stato sufficiente predisporsi per tempo anziché arrampicarsi sugli specchi adducendo scuse inesistenti. E poi, un cittadino qualsiasi deve per forza di cose attenersi alle regole, mentre il sindaco, secondo lui, può fare ciò che vuole. Per lui le regole non esistono. Per gli altri sì. Probabilmente la scadenza importante del 30 giugno era la questione che riguarda Veritas? Al sindaco di Quarto d’Altino sta particolarmente a cuore questa cosa, peraltro è anche presidente dell’autorità di bacino. Il controllore nominato dall’ente che deve controllare. L’aumento delle tariffe tramite PEF in una percentuale che oscilla tra il 12% e il 18% annuo per continuare a mantenere il castello di carta politico che si alimenta dalla filiera dei rifiuti e la conferenza del servizio sino al 2038 in regime di monopolio a Veritas a firma del presidente dell’autorità di bacino, nonché sindaco di Quarto d’Altino.

Che chiami pure gli avvocati!

“E adesso il sindaco dia pure mandato agli avvocati assunti dal Comune. Tanto si sa come agisce: incarica gli avvocati per rispondere alle opposizioni. E li incarica a spese di contribuenti. Non gradisce le critiche e fa intervenire i legali perché ritiene esse siano un danno all’immagine del Comune. Il danno vero, lo sta facendo lui semmai. Ma prima o poi arriverà pure la corte dei conti a chiedere spiegazioni, ammesso che non lo abbia già fatto. Questa gestione politica e amministrativa del Comune di Quarto d’Altino prima o poi dovrà rispondere a qualcuno. Per esempio, la gestione dei buoni spesa. La prima parte è stata distribuita parzialmente. La seconda? Non c’è traccia. Ma si legge nei social che vorrebbe distribuirla ora. Esatto, ora che si è aperta la campagna elettorale, ma è inutile dare da bere a chi è già morto di sete, oppure a chi ha già trovato il modo di uscire – fortunatamente – dalla crisi provocata dall’emergenza sanitaria”.

Ecco perchè eravamo assenti

“In sintesi, era dovuta la nostra assenza dal Consiglio Comunale. Per due motivi: il primo riguarda un tecnicismo che interessa relativamente, nonostante si tratti di una importante normativa. Il secondo è la mancanza di rispetto verso chi rappresenta la minoranza della popolazione. Non solo, ma non viene data la possibilità a noi di conoscere gli argomenti per discuterli a vantaggio di coloro che rappresentiamo. Pertanto, assentarsi da una seduta di un Consiglio Comunale – tra l’altro giuridicamente illegittimo – è un atto dovuto nel rispetto di chi rappresentiamo. E non solo. Sì, non solo. Ma è un concetto ancora poco chiaro al sindaco, basterebbe fare un piccolo conteggio: con la divisione all’interno della sua maggioranza dovrebbe prendere atto che presto non potrebbe avere più nemmeno la maggioranza tecnica, oltre che politica. Potremmo regalare al sindaco un pallottoliere, così magari riesce a farsi un quadro della sua situazione”.

Una gestione oligarchica, senza precedenti, senza rispetto delle regole, senza rispetto per nessuno. Al sindaco basta essere presente agli eventi, poi quando qualcuno gli rivolge domande scomode chiama gli avvocati.

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