Veneziano

Luigi attaccato da Lega e opposizioni

Non bastavano i richiami ad essere più presente e vicino ai cittadini. Ora Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, le tenta tutte per risalire la china. Anche se le opposizioni e persino la Lega lo stanno mettendo sotto scacco. E pur dando per scontato il rinvio delle elezioni, a tenere banco è la questione dell’emergenza sanitaria. Dove il Luigi, dopo un lungo periodo di assenza, è finalmente ricomparso. In che modo è tutto da vedere. Basta pensare che, sulla falsa riga di Zaia, anche lui tiene una conferenza al giorno. Peccato duri più di due ore.

Il ritardo sullo smart working di Luigi

Il primo attacco arriva dalla consigliera Elena La Rocca che accusa Luigi di aver ritardato la possibilità di lavorare da casa per i comunali e opponendosi (per poi fare marcia indietro) al lockdown. Subito dopo di lei Monica Sambo. PD. Che ha attaccato Luigi sullo stesso argomento con parole al vetriolo. Insieme a La Rocca, la Sambo aveva presentato un’interrogazione per sapere se «il sindaco del Comune Venezia intenda avviare al più presto il lavoro agile, o smart working, e se intenda garantire ai lavoratori che hanno gravi patologie, risultano immunodepressi oppure sono donne in stato di gravidanza, di poter accedere a questi strumenti».

I video di riparazione

Sulla falsa riga Luigi ha iniziato a trasmettere bollettini di guerra quotidianamente, affiancato da Zuin e Venturini. Senza però mai scendere nei dettagli. Anzi, sparando cifre incredibili (Venezia insulare conterebbe 100.000 abitanti) e facendo propaganda. Ecco che allora scopre il fianco a Nicola Pellicani che, dopo la prima conferenza, gli chiede se «Non sarebbe meglio in questa fase emergenziale giocare davvero in squadra con il governo, ci sarà tempo per la campagna elettorale». Lo stesso Pellicani l’aveva attaccato mesi fa indicando come priorità di Luigi i suoi interessi.

La Rocca continua il suo attacco

Mentre La Rocca afferma. «Se, come è stato detto dagli specialisti bergamaschi, Bergamo ha attivato il suo focolaio di contagio durante una partita dell’Atalanta a cui hanno assistito 40.000 persone, perché non ha bloccato il Carnevale prima dell’arrivo dei 70.000 turisti ma solo dopo con il rischio (forse concreto) di aver incrementato un’emergenza già in atto? Nessun accenno ai potenziali aiuti che il Comune, non lo Stato, potrebbe mettere a disposizione delle fasce lavorative più deboli, ma solo l’indicazione che provvederà l’Inps. E per tutte le attività a P.I. o micro imprese? Il Comune non intende muoversi? Insomma due ore di parole al vento ma nessuna rassicurazione per il cittadino. Inoltre oltre al danno la beffa».

Non sapeva nemmeno lui quante mascherine (a dette sua grazie alle sue conoscenze) siano arrivate in Comune, non ha spiegato come e dove saranno distribuite (fatte salve le strutture ospedaliere e le Ipab) e, beffa su beffa, con confezioni aperte e con quantitativi differenti. Ma a chi si deve rivolgere e dove il cittadino per ricevere le mascherine? E, soprattutto, quante gliene spettano? Queste sono le informazioni pratiche che ci saremmo aspettati dal Sindaco come cittadini. L’appello vero alla cittadinanza? L’ha dichiarato lui. Alla prossima video conferenza. In due parole: No comment!».

Le scusanti di Luigi

Dal famoso video girato di notte in campagna, alla poco credibile prova attoriale della preghiera alla Salute, che per i più, oltre a suonare falsa, ha certificato il suo non sapere che pesci pigliare. La sua dichiarazione di sostanziale resa al morbo. Per giungere alla perla, quella sul serio da cineteca, del suo assessore alla mobilità Renato Boraso, notabile di Favaro Veneto, in tuta casalinga con tanto di Madonna da giardino e sciarpa omaggio del Dalai Lama.

Luigi e la Lega che incalza

 “Andrea Tomaello? Fa il suo. Un colpo al cerchio e uno alla botte, Lega di lotta e di governo, com’è sempre stato”. Così commenta uno degli esponenti più importanti della squadra fucsia che governa a Ca’ Farsetti il video attraverso il quale il giovane commissario metropolitano della Lega ha dato la sveglia a Luigi Brugnaro sempre più accusato di essere assente nell’emergenza del coronavirus.

Chi è Tomaello

Una faccia pulita, ventinove anni, una laurea triennale in scienze politiche a Padova e una magistrale in sviluppo economico e dell’impresa a Ca’ Foscari, Tomaello. Fino ad ora si era visto poco a Venezia. Se lo si è visto, dicono a palazzo, è stato per lo più per discutere la possibilità di un’alleanza con Luigi Brugnaro fin da subito alle prossime comunali. Una scelta in gran parte sofferta dalla Lega. Ora con l’emergenza del Covid-19, si riaprono giochi di posizionamento che sembravano conclusi. E dimostrando tempismo e senso della politica, arriva l’ultima uscita del giovane Tomaello che accusa clamorosamente Brugnaro di aver preso tutta la vicenda del contagio sottogamba. Dando voce a una sensazione assai diffusa in città che vuole il sindaco aver infilato un rosario di clamorosi errori di comunicazione.

Luigi e l’AgCom

Basta vedere il richiamo dell’AgCom. Sottolineato, manco a farlo a posta, da Elena La Rocca. «Questa condanna dell’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni censura una gestione quantomeno disinvolta della comunicazione istituzionale del Comune di Venezia, condotta che noi come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre stigmatizzato, ma adesso siamo confortati da una condanna di un ente super partes che sanziona violazioni ben precise ed elencate – dichiara La Rocca – la comunicazione istituzionale di qualsiasi ente pubblico è al servizio dei cittadini, di tutti i cittadini, ma qualcuno delle volte, forse per la forza dell’abitudine, è tentato di utilizzarla come proprio ufficio stampa aziendale».

Tomaello spina per Luigi

Ora lo ricompensa per Tomaello. Dimostrando di aver appreso alla grande la lezione del maestro, come nessuno capace di cavalcare gli umori profondi della gente facendosene interprete anche a costo di contraddirsi. Come Zaia, del resto, sempre sull’onda, ma i cui scivoloni non si contano, per il nulla che pesa nella scarsa memoria della gente. Di sicuro, ricorda sempre la nostra fonte fucsia, Tomaello “non è male. È una persona intelligente e non un barbaro invasato, sopra la media leghista di sicuro.” Ed è ciò che lo premia e rischia di farlo diventare la vera spina nel fianco di Brugnaro, la cui attenzione per i problemi cittadini potrebbe ancor più scemare.

I problemi di Luigi

In primo luogo per i grattacapi che il più che probabile perdurare della crisi epidemiologica potrà arrecare alle sue aziende, destinate a perdere fiumi di quattrini. Poi per le preoccupazioni derivanti dal dover governare una città allo stremo, in uno scenario che sta cambiando rapidamente e dove tutto non sarà più come prima. Con un possibile secondo mandato, ammesso che vinca, che lo potrebbe veder azzoppato da una Lega all’attacco, capace persino di prendere il posto dell’opposizione per lo più assente e rinunciataria.

Tanto più che, dando fede ai si mormora su un recente sondaggio, Brugnaro sarebbe tutt’altro che sicuro di passare al primo turno. Così, per Brugnaro la strada potrebbe farsi in salita, tra un candidato moderato del centrosinistra che potrebbe restringere la sua area di consenso e, stando al citato sondaggio, si è già ripreso i voti centristi dopo la sua alleanza con Lega e Fratelli d’Italia. E un giovane che vuol far carriera e che già in passato non ha nascosto di volere per il suo partito quanto prima il ruolo di primo attore cittadino. In quest’ottica, non basterebbe a Brugnaro invocare la sua amicizia con Zaia, in un duello con una Lega d’impronta salviniana, che con l’aggressività politica di cui è capace vuole rimescolare i rapporti di forza innanzitutto dentro al partito veneto.

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