Veneziano

Municipalità e Baretta

Partiamo insieme, partiamo dalle municipalità che sono il luogo ideale dell’ascolto. In una città complessa come Venezia, non esistono centri e periferie. Esistono luoghi e comunità che hanno funzioni e valori diversi, ma tutti concorrono alla vita pubblica e alla vita civile. Sono importanti i luoghi e i rappresentanti delle comunità. Sono importanti le municipalità”. Con queste parole Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia e candidato sindaco di Venezia, ha iniziato l’incontro con i consiglieri uscenti delle municipalità di Venezia. Sottolineando l’importanza di queste istituzioni in un’ottica di partecipazione e decentramento. 

Beretta e municipalità come valore

“Un valore che l’amministrazione attuale ha svilito e deprezzato. Spiega il candidato. “Sono convinto, invece, che solo attraverso un forte decentramento e attraverso le rappresentanze possiamo costruire il valore aggiunto che consente alla città di vivere bene. Una buona amministrazione secondo me si regge su 4 punti. Un buon sindaco, una buona giunta (è inaccettabile che non ci sia a Venezia l’assessore alla cultura), un buon decentramento (e qui il ruolo centrale delle municipalità) e, infine, un buon dialogo (non monologo) con le istanze del territorio come le associazioni, le categorie, i comitati”.

Municipalità e democrazia

“La democrazia è faticosa da coltivare – ha aggiunto -ma è fertile, come un giardino. Solo allora vedi i risultati. Il contrario di ciò che avviene oggi. In cui c’è un uomo solo al comando, che spiega a tutti come devono fare il loro lavoro. Ma che alla fine non fa la cosa più importante. Raccogliere le istanze e portarle a sintesi. Io mi impegno a costruire insieme una giunta completa, con assessori competenti e con deleghe vere. Un vero decentramento, un vicesindaco per Mestre e la terraferma e un vicesindaco per Venezia e le isole. Il compito di questi vicesindaci non sarà quello di essere i prefetti del sindaco. Ma al contrario di essere il punto di raccordo tra le istanze che la popolazione esprime proprio attraverso le municipalità”.

Il cambiamento

“È chiaro, soprattutto in seguito a questa emergenza, che chi ha governato la stagione vecchia non è in grado di governare la nuova che ci attende. Non esistono uomini per tutte le stagioni. È il momento di un cambiamento”.

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