Veneziano

Museo di Storia Naturale a Ligabue

A Venezia sul Canal Grande si affaccia un bellissimo edificio veneto bizantino. Il Fontego dei Turchi, sede del Museo di Storia Naturale. Patrimonio storico scientifico d’eccellenza, conserva raccolte zoologiche, botaniche, fossili, minerali. Visitarlo significa arricchire la propria conoscenza tornando bambini, nel mondo perduto delle emozioni primordiali.

Le unicità del Museo di Storia Naturale

Tra i fossili più importanti, lo scheletro quasi completo di un Ouranosaurus nigeriensis, lungo oltre sette metri. Una magia alla Jurassic Park che dobbiamo a Giancarlo Ligabue, illuminato imprenditore e paleontologo, esploratore e studioso, scomparso nel 2015. Considerato lo scienziato veneziano più famoso al mondo, con 130 spedizioni nei diversi continenti. Grandi scoperte: giacimenti di dinosauri, ominidi fossili, città sepolte, necropoli, pitture e grafiti rupestri, indimenticabili documentari con Piero Angela.

Il ricordo

Per ricordare il suo impegno, il Comune di Venezia ha deciso di intitolare il Museo a suo nome. Il 30 ottobre scorso a suggellare l’evento nello splendido giardino del Fontego, tantissimo pubblico. Una valenza significativa, Ligabue era nato il 30 ottobre del 1931. Il suo rapporto con il Museo inizia nella metà degli anni ’70. In seguito ad una missione di scavo organizzata nel deserto del Ténéré, Niger orientale. In collaborazione con Philippe Taquet del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, anch’egli presente alla cerimonia.

La dichiarazione del Sindaco

 “Abbiamo voluto fortemente questa intitolazione, perché Giancarlo Ligabue è un simbolo di chi ha creduto nella città” ha detto il Sindaco di Venezia Brugnaro. Con il primo cittadino, Presidente e Direttore della Fondazione Musei Civici, Maria Cristina Gribaudi e Gabriella Belli, Inti Ligabue Presidente della Fondazione. Impegnato a proseguire l’attività del padre con numerose iniziative scientifiche e culturali. Doveroso omaggio della città ad un uomo che ha alternato la vita di imprenditore con quella di studioso. Un dottorato in paleontologia alla Sorbona e cinque lauree honoris causa.

La mia esperienza

Ricordo l’emozione della mia prima intervista a Giancarlo Ligabue negli anni ‘80. Allora conducevo un programma radiofonico per la Rai. Gli portai i saluti di Mirko Petternella (grande giornalista e mio maestro) lui si illuminò e l’intervista andò benissimo. Grazie alla sua eleganza e gentilezza e lo sguardo di chi vede lontano. Nel 1999 per la mia trasmissione di approfondimento Ore 12 su Antena Tre, venne come ospite. Raccontò in anteprima l’eccezionale scoperta in Kazakistan. Una tomba conservata nel permafrost (terreno perennemente ghiacciato) di un misterioso principe scita inumato con i suoi cavalli, 2300 anni fa. Genti misteriose questi cavalieri della steppa, Erodoto li definì “gli abitanti della terra dove i grifoni custodiscono l’oro”.

I reperti del Museo di Storia Naturale

Grazie agli straordinari reperti il Museo di Storia Naturale accoglie 80mila visitatori all’anno. Di cui moltissimi bambini con i quali Ligabue amava molto soffermarsi raccontando avventure e aneddoti da vero esploratore. Mi domando come commenterebbe oggi con la sua visione illuminata del mondo, il grave problema del surriscaldamento globale che influisce anche nello scioglimento del permafrost. Il terreno perennemente ghiacciato è a rischio, con tutte le testimonianze millenarie che contiene, come i principi della steppa.

Elisabetta Pasquettin

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close