Veneziano

No allo stralcio della mitigazione

«Il Mose non doveva essere concepito così, non in questa maniera! la sua realizzazione, che ha attraversato due Repubbliche e innumerevoli governi nazionali e regionali, è stata una pagina fra le più vergognose della storia italiana. Ma ora che quel manufatto c’è, dobbiamo  sperare che in qualche modo funzioni, nonostante motivati dubbi sul fatto che la manutenzione sia possibile e sostenibile economicamente, ma soprattutto dobbiamo limitare i danni  all’ecosistema lagunare e dire NO allo stralcio delle opere di mitigazione».

Elena La Rocca lancia l’allarme sullo stralcio

L’approccio della consigliera Elena La Rocca del Movimento Cinque Stelle è pragmatico, non si sofferma a ciò che “sarebbe potuto essere” se si fosse operato in maniera diversa, magari con un manufatto dall’impatto reversibile sull’ecosistema come imponeva la legge.

Il problema

«L’opera ormai c’è; ha innegabilmente modificato l’ecosistema, le dinamiche naturali di entrata e di uscita della marea dalle bocche di porto, con un impatto di portata ancora incalcolabile sull’ecosistema lagunare, ma è presente. È completata al 97% secondo i dati ufficiali, ma i suoi “effetti collaterali” che sono tanti, vanno mitigati».

Le conclusioni sullo stralcio

«Per questo motivo – conclude La Rocca – non possono essere stralciate tout court dal progetto le opere di mitigazione, quando queste servano a ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico di milioni di metri cubi di cemento sulle tre bocche di porto».

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