Veneziano

Non ha il Green pass, assessore cacciato dalla cena “per fare la pace” tra due Comuni

Assessore non vaccinato, imbarazzo in giunta. Sabato sera l’assessore alla sicurezza e alla protezione civile, Walter Codognotto, non è potuto entrare alla cena che chiude tradizionalmente la serata folcloristica dello scambio dei capponi tra San Donà e Musile. La cena era organizzata dalla pro loco di Musile alla ex scuola elementare di Castaldia, con sindaci, assessori e organizzatori. Ma Codognotto, al momento di entrare, non aveva il Green pass ed è rimasto fuori di fatto rendendo pubblica la mancata vaccinazione.

Grane per Cereser

Forte tensione e imbarazzo e alla fine l’assessore ha dovuto rinunciare. Il sindaco di San Donà, Andrea Cereser, non si espone nel rispetto di decisioni personali: «So che l’assessore è stato positivo alcuni mesi fa e pertanto al momento può essere considerato immunizzato, il resto riguarda lui e le sue decisioni in merito alla vaccinazione e alla sua salute. Alla cena non è entrato in quanto non aveva il green pass e quindi sono state rispettate le normative». Ma in Consiglio c’è malumore e il Movimento 5 Stelle vuole che la questione Codognotto sia affrontata pubblicamente alla prossima seduta. «Io credo che il sindaco Cereser debba assumere intanto le sue deleghe ad interim», dice il consigliere comunale Elio Monegato per l’M5S, «l’assessore Codognotto dovrebbe essere un esempio per la comunità e lo invitiamo a vaccinarsi come prima cosa. Altrimenti, come farà per Consigli comunali, giunte, commissioni e quant’altro? E per tutte le altre incombenze? Il suo assessorato è importante e delicato, comporta rapporti con tante persone. Lo invitiamo ad autosospendersi fino a quando prenderà una decisione». Codognotto è perplesso di fronte a questa polemica che lo ha investito dopo che da settimane si mormorava del fatto che non fosse vaccinato.

La spiegazione dell’assessore

«Sono stato positivo al covid circa 3 mesi fa», spiega, «e ho avuto altre delicate patologie in passato. Al momento, il fatto di essere stato positivo e poi guarito di fatto mi rende immunizzato per alcuni mesi. Sarà una decisione che prenderò con le dovute cautele e assunte le opportune informazioni anche relative al mio stato di salute. Ho sempre rispettato le buone pratiche, distanziamenti, igienizzazione e non frequento luoghi al chiuso in cui sia previsto il Green pass. Sul vaccino», aggiunge onestamente, «sono titubante come è normale che sia per chi si pone delle domande. Ci sono molti documenti da firmare prima, per esempio, e questo aspetto delle tante autorizzazioni cui dare il consenso non mi convince, ma certo io non sono in linea di principio contrario ai vaccini».

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