Veneziano

Ok a Fusina

Nessun rinvio, come era stato sollecitato dalla Municipalità di Marghera, da associazioni e comitati della zona preoccupate per le potenzialità del nuovo termovalorizzatore progettato da Eco progetto a Fusina. La Commissione regionale Via, ancora mercoledì mattina ha dato parere favorevole al progetto presentato dal Gruppo Veritas, cui Ecoprogetto fa capo. Di fatto l’esito della seduta si è saputo solo ieri pomeriggio, suscitando non poche perplessità fra quanti auspicavano un rinvio a dopo l’estate, anche alla luce dell’incendio della scorsa settimana a Marghera che ha riaperto il problema del rischio industriale nell’area.

La commissione su Fusina

La commissione, si legge in un comunicato, si è limitata a «fissare decise prescrizioni a riguardo della potenzialità massima non superabile, della necessità di aggiornare fin da subito i monitoraggi ambientali, dell’obbligo di adottare prima dei termini normativi trattamenti più avanzati di processo sulle emissioni su tutte le sezioni dell’impianto».

Fusina e il progetto “maledetto”

Il progetto ora dovrà ottenere l’Autorizzazione integrata ambientale che dovrà «adottare tecnologie di abbattimento emissioni e valori limite in linea con le migliori tecnologie disponibili». Ma l’esito dell’istruttoria non pè più in discussione. Comprensibilmente deluso il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin: «Infischiandosene delle richieste di cittadini, comitati, associazioni e della Municipalità di Marghera – Malcontenta – il commento a caldo – la Regione Veneto ha dunque deciso di procedere con l’approvazione del nuovo inceneritore di Fusina, impedendo il confronto da più parti invocato, confronto appena avviato lo scorso inverno ma subito sospeso per la pandemia».

Chi continua a lottare

Una decisione che Bettin definisce «inaccettabile», e che non mancherà di sollevare nuove polemiche. Anche da parte delle innumerevoli associazioni che in questi mesi si erano mobilitate contro l’impianto. Sul quale anche il candidato del centrosinistra alle prossime comunali, Pier Paolo Baretta, aveva chiesto un rinvio. Il via libera soddisfa però Veritas, che più volte aveva ribadito come l’inceneritore sia necessario. In vista dell’imminente chiusura della centrale Palladio di Fusina, per la necessità di trattare il Combustibile solido secondario derivante dai rifiuti prodotti nell’area veneziana. Così però non la pensa la consigliera Elena La Rocca, da anni a capo della battaglia a Fusina.

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