Veneziano

Pellicani: Antimafia per Eraclea

La camorra di Eraclea in commissione antimafia. Un’analisi del fenomeno partendo dalla bocciatura, da parte del Ministero dell’Interno, della richiesta del Prefetto Vittorio Zappalorto di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose. Per il ministero guidato da Luciana Lamorgese non c’erano i presupposti per farlo. Una bocciatura che è anche la sconfessione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e dello stesso Procuratore Antimafia di Venezia Bruno Cherchi, che avevano sottoscritto la richiesta di commissariamento. A chiedere che la vicenda venga trattata dalla Commissione è stato l’onorevole Nicola Pellicani del Pd che ha scritto all’ufficio di Presidenza della stessa.

Il ruolo di Pellicani

Pellicani è componente della Commissione e già una volta l’ha portata in Veneto, la scorsa estate. In questo caso le audizioni si svolgeranno a Roma. Saranno sentiti il Prefetto, il Procuratore capo, gli investigatori, operatori economici della zona e naturalmente i dirigenti del Ministero che hanno bocciato la richiesta. «Il processo per la presenza e le infiltrazioni della Camorra sul litorale è iniziato a Venezia, gli elementi che hanno portato alla richiesta del Prefetto Zappalorto di sciogliere per mafia il Consiglio Comunale sono consistenti e sono pilastri nell’inchiesta della Dda di Venezia sul clan Donadio. Non si riesce a capire quindi la bocciatura da parte del Ministero della richiesta. Per questo bisogna fare chiarezza su quanto accaduto. Lo dobbiamo a tutti i cittadini onesti di quel centro e del litorale Veneto dove le organizzazioni criminali di stampo mafioso stanno, in tutti i modi, cercando di infiltrare il tessuto economico», spiega l’onorevole Pellicani.

La relazione di Pellicani

Gli episodi che dimostrerebbero l’infiltrazione dei casalesi sono diversi e il Prefetto li elenca nella sua relazione. Tra le altre cose l’ex sindaco Mirco Mestre è stato arrestato per voto di scambio. È lo stesso Mestre, già avvocato del boss Claudio Donadio, che confessa a una candidata consigliera durante la campagna elettorale che «quelli ci votano», un giorno che Donadio e altri suoi amici gli fanno visita al gazebo elettorale del futuro sindaco e suo legale di fiducia.

«Nella relazione del Prefetto emerge come i casalesi sono presenti sul territorio da tempo e lo hanno infiltrato» spiega Pellicani. Basti pensare alle varie imprese che lavorano per le amministrazioni e a cui Donadio garantisce la manodopera. Imprese che lavorano in appalti pubblici. Emerge chiaramente anche dall’inchiesta della polizia e della Guardia di Finanza. E stiamo parlando di una presenza che inizia negli anni Novanta e che purtroppo si sta allargando su tutto il litorale. «E non lo dico io, ma le inchieste della Dda di Venezia e Trieste», conclude Pellicani.

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