Veneziano

Pestaggio a Rialto, presa baby gang

«Per quale di quelle che abbiamo combinato siete qui?». Si sono sentiti rispondere così i poliziotti della Squadra Mobile, da uno dei ragazzini finiti agli arresti. Accusati del pestaggio messo a segno da una baby gang nella notte tra il 6 e 7 aprile. Ai piedi del Ponte di Rialto. Quando con colpi di bottiglia, calci, pugni, persino scudisciate con un mazzo di rose spinose, in una ventina si erano avventati contro due coppie di giovanissimi. Incrociati per caso. 

La baby gang di Rialto

La Squadra Mobile ha eseguito due provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi a carico di 5 soggetti. Ritenuti responsabili, in concorso e a vario titolo, dei reati di minaccia, lesioni gravi aggravate, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, getto pericoloso di cose. Tre dei cinque giovani sono maggiorenni. A loro carico, disposta la misura degli arresti domiciliari. Gli altri due, minorenni all’epoca dei fatti, collocati in comunità.

La motivazione del pestaggio

Era bastato il “No” alla richiesta di una sigaretta, per far partire la violentissima rappresaglia. Un ragazzo a terra con numerose fratture al costato (e una prognosi di quasi cento giorni), una ragazza con tagli e contusioni alla testa (75 giorni di prognosi). Per non parlare dello choc. Poco prima, il gruppo aveva preso di mira un giovane cingalese, che era però riuscito a sfuggire al lancio di una bottiglia.

Le decisione

Per loro, la giudice per le indagini preliminari Marta Paccagnella ha firmato il provvedimento di custodia cautelare. Richiesto dal pm Michelozzi nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia. Indagato (ma non arrestato) anche il veneziano Sebastiano Bonzio. Già coinvolto in un’indagine parallela su un altro gruppo di giovani violenti, accusato di aver assistito al pestaggio-rapina di un signore bengalese, in piazzale Candiani. Per un sedicenne e un 18enne minorenne il giorno dell’aggressione – su disposizione del Tribunale dei Minori – scattato l’obbligo di dimora in una comunità. Altri quattro minori denunciati. 

Le indagini sul pestaggio

A loro la Mobile è giunta sulle testimonianze dei passanti e dei giovani aggrediti. Le immagini delle molte telecamere di videosorveglianza in zona. Il racconto di quattro poliziotti (due dei quali fuori servizio) intervenuti, frapponendosi tra gli assalitori e le loro giovani vittime durante il pestaggio. Ritrovandosi al centro di insulti da parte del gruppo. «Terroni, non siete nessuno». «Vi ammazziamo». «Le indagini hanno permesso di inquadrare l’episodio nel più ampio fenomeno sociale delle cosiddette “baby gang”. Giovani appena maggiorenni o minorenni associati per consumare – negli ultimi mesi – numerosi atti criminali. Per loro già eseguiti diversi provvedimenti restrittivi della libertà personale dalla Squadra Mobile nell’ultimo trimestre. Oltre a numerose misure di prevenzione da parte del questore di Venezia».

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