Veneziano

Ponte di Rialto “inaugurato”. Bocelli canta l’ Inno

Il Ponte di Rialto è stato virtualmente riconsegnato ieri alla città con una cerimonia (anche se il giorno della conclusione dei lavori non risale ad ieri). A celebrare i festeggiamenti anche Andrea Bocelli. Invece, una targa posta sulla sommità del Ponte ricorderà l’impegno del privato che ha contribuito, con la collaborazione delle Istituzioni, in ‘solido’ ai restauri.
Ieri mattina, dunque, a Venezia la cerimonia per la conclusione dell’intervento di restauro.

L’aiuto di Renzo Rosso e la targa

Il monumento della città, uno dei simboli di Venezia, è stato oggetto di un importante lavoro di riqualificazione, il primo dalla sua costruzione, sostenuto per un totale di 5 milioni di euro dal gruppo OTB di Renzo Rosso.
I lavori, iniziati nel mese di giugno del 2015 hanno interessato sia il manufatto del XVI secolo sia l’opera architettonica dell’area realtina con la sistemazione dei sottoportici. L’intervento ha rappresentato anche la prima vera occasione di studio, in 400 anni di vita, dell’intera struttura, delle sue fasi costruttive ed evolutive.

I padrini

La conclusione dell’articolato intervento è stata presentata oggi con un evento che ha visto come madrina l’attrice Cristiana Capotondi e Andrea Bocelli. Il tenore si è esibito nell’Inno italiano e con l’aria del ‘Nessun Dorma’. “Un altro esempio riuscito di collaborazione tra pubblico e privato – è stato sottolineato negli interventi istituzionali – che contribuisce a riportare al suo antico splendore un luogo simbolo della città”.

Il Patriarca

“Grazie a chi, avendo disponibilità economica, con intelligenza e senso civico – ha rimarcato il patriarca – sente di dover tutelare e rendere fruibile un rinnovato Ponte di Rialto, punto di riferimento e ganglio vitale delle relazioni tra le persone, gli uffici, i commerci, con il suo mercato vivo e pulsante. Un importante segnale di rinascita e incoraggiamento per i lavoratori, un ponte di speranza verso una nuova ripresa”.
Poi il ringraziamento è andato a tutte le maestranze, agli artigiani, ai restauratori, ai tecnici comunali che giorno e notte hanno lavorato per ridare luce a uno dei gioielli dell’architettura veneziana.

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