Veneziano

Primo cittadino vs Misiani

Gli animi si accendono a Tg Post. Luigi Brugnaro, primo cittadino di Venezia, si scaglia contro il Viceministro all’Economia e Finanze, Antonio Misiani. L’argomento è sempre il solito. Il dl Rilancio ancora in attesa di approvazione. Un dato di fatto che innervosisce tutte quelle imprese soffocate dall’emergenza coronavirus. “Sinceramente dico al Viceministro che ho sentito delle cose che sono veramente scorrette. Capisco la difficoltà che stanno affrontando, ma stanno veramente sbagliando tutto! Questi non vogliono proprio capire che stanno sbagliando i conti, e di brutto, sbagliano proprio il sistema”. Basta pensare che il dl Rilancio doveva essere un dl Aprile, poi slittato.

Il botta e risposta tra primo cittadino e Vice Ministro

E ancora: “Non abbiamo neanche la possibilità di fare muovere la gente dalle isole! Vuol capire che non si può andare a nuoto? Vuole capire che non ce la facciamo?”. Poi la frecciatina al governo: “I conti sono sbagliati! Non è che siete cattivi, siete proprio incapaci!”. Il problema secondo il primo cittadino è che la maggioranza è “sorda, incapace e pure boriosa”. “Veniamo – prosegue nella sua invettiva – fuori da un’emergenza gigantesca con l’Acqua Granda! Su 54 miliardi non trovano 150 milioni per salvare Venezia! Incapaci, ‘pazzi’ siete!!”. Ed ecco la replica di Misiani. “Pazzo lo dice a qualcun altro, porti rispetto! La pianti di usare toni da campagna elettorale! Io sono esasperato dalle polemiche strumentali!”. 

L’imbarazzo dei giornalisti

«Siete sordi, incapaci, boriosi», attacca il sindaco Luigi Brugnaro. «Siete incapaci!». La foga del sindaco prima e del viceministro poi hanno messo a dura prova i due giornalisti che hanno fatto fatica a riportare la situazione alla normalità e a far abbassare i toni ai due ospiti. «E’ da due mesi che ve lo diciamo, non ci ascoltate. A Venezia il bilancio del Comune perderà 115 milioni di euro, dovremmo tagliare i servizi», il duro j’accuse del sindaco lagunare. «Qui nessuno sta facendo le prediche, cerchiamo di discutere in modo civile, state sbagliando i conti lo può dire al suo ragioniere, non a me», ha replicato Misiani, che ha invitato tutti, amministratori locali compresi, «ad assumersi le proprie responsabilità». Risposta alla quale Brugnaro ha replicato in modo ancora più accalorato. «Ma quale civiltà, voi non ascoltate. Vorrei che venisse qui a vedere la gente che deve stare ferma, venga a vedere a Venezia cosa succede».

Le critiche al primo cittadino

Il primo a criticare il comportamento “troppo alterato” è Gian Angelo Bellati che non risparmia critiche al primo cittadino. «Disperazione! Ecco quello che ho avuto come impressione dopo l’intervento sguaiato del sindaco Brugnaro al TG2 post . Un intervento che ha dimostrato la situazione di inadeguatezza di questa amministrazione comunale che non è riuscita non tanto ad affrontare il covid che si può capire. È una situazione nuova è difficile. Gli strumenti sono pochi ma non è riuscita a trovare nessuna alternativa economica e occupazionale a quella turistica. Pervicacemente questa amministrazione è andata avanti a sostenere il turismo come unica soluzione occupazionale. Il danno adesso è drammatico. Quindi è inutile che il sindaco vada ad accusare lo Stato o la Regione. Le colpe sono ben prima del covid. Questa amministrazione doveva risolvere tanti problemi e non lo ha fatto. Anzi li ha peggiorati. Dagli hotel low-cost agli ipermercati, dallo spopolamento agli schiavi della laguna. Per arrivare alla devastazione ambientale della città insulare. E le conseguenze si pagano. Il sindaco deve prendersi le sue responsabilità. Non deve gridare o sbraitare ma deve trovare soluzioni ai problemi e dialogare col Governo che sta invece cercando di trovare un dialogo e non un litigio sguaiato continuo. E fortuna che si definisce “filogovernativo”».

La replica di Elena La Rocca

Anche la consigliera pentastellata Elena La Rocca. «Si tratta di una modalità comunicativa che attesta la mancanza di volontà di  dialogo e conferma la mera strumentalità politica del suo intervento. Il Sindaco è in campagna elettorale e deve nascondere la sua pessima gestione dei trasporti pubblici. Lo fa additando scompostamente il governo e spogliandosi così di qualsiasi responsabilità. La verità è che su come organizzare il trasporto ha poche idee e pure confuse. Non pensa a coinvolgere i lavoratori nella ricerca di soluzioni organizzative, né a farsi anticipare dalla Regione quei soldi che potrebbero risolvere parzialmente il problema. Ovvio che non gli rimane che urlare per distogliere l’attenzione».

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