Veneziano

Problema sanità a Quarto d’Altino

“A seguito della raccolta firme in atto per il ripristino dei 5 giorni dai due attuali per i prelievi presso il distretto sanitario di Quarto D’Altino, la situazione si sta evolvendo”. Lo riferiscono il Gruppo Consiliare “Insieme è possibile” e il Gruppo Consiliare “Impegno Altinate”. “Per alcuni aspetti ha fatto emergere le contraddizioni e le reali intenzioni politiche sulla sanità pubblica locale”.

Lo stanziamento

“Siamo venuti a conoscenza – continua l’opposizione – che sarebbero stati stanziati 2,5 milioni di euro provenienti dal Pnrr per ampliare la sede Ulss di Marcon.Pertanto, siamo molto preoccupati che quella di Quarto potrebbe venire assorbita per una logica di economie di scala”.

L’invito al Sindaco

“Su questo punto pretendiamo che il sindaco Claudio Grosso smentisca, come ha fatto in campagna elettorale, che il distretto di Quarto D’Altino possa essere assorbito da quello di Marcon oppure che renda conto concretamente dell’efficacia di eventuali interventi oggi non noti alla cittadinanza. In merito alla contingente carenza di personale dell’ULSS, nell’interesse aziendale ci imporranno di ricorrere all’aiuto dei privati convenzionando nuove aziende per attività come le analisi del sangue”.

Un incontro con Zaia

“Ricorrere a questa scelta di emergenza la riterremmo eventualmente una logica anacronistica rispetto alle evidenti criticità mostrate da un modello di centralizzazione a scapito dei servizi territoriali vicini ai cittadini. Servizi essenziali tanto proclamati soprattutto in questi due anni. Un periodo di tempo in cui sono completamente mancate risposte strutturali da parte delle istituzioni che governano questo territorio. Per fortuna che la sanità veneta era la migliore d’Italia. Noi, comunque, la prossima settimana consegneremo le firme che stiamo ancora raccogliendo e chiederemo un confronto con il Presidente Zaia perché a differenza del sindaco Grosso noi non possiamo accettare che alle persone più fragili, come anziani e persone con disabilità, vengano tolti servizi pubblici in paese e trasferiti a km di distanza, in luoghi non accessibili con i mezzi pubblici” concludono.

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