Veneziano

Questione di stile

Si sa, in campagna elettorale tutto è ammesso. Ma c’è anche una questione di stile. Alla manifestazione dei lavoratori del porto, Baretta è arrivato in vaporetto e a terra, circondato dai manifestanti. Brugnaro in acqua, in motoscafo ad applaudire gli oratori che parlano di lavoro. Duello a distanza molto ravvicinata, fra i due candidati. Lo sfidante Pierpaolo Baretta (centrosinistra) e il sindaco in carica Luigi Brugnaro.

Questione di stile per Brugnaro

Per l’uscente Brugnaro, una scena che riporta alla campagna elettorale di cinque anni fa. Quando percorse il canale Vittorio Emanuele alla testa del corteo di rimorchiatori. «Sì alle crociere», lo slogan. Il porto non accetta che le grandi navi se ne vadano. I lavoratori se la prendono con la politica, che da anni non sa decidere sulle alternative. La campagna elettorale non aiuta a trovare soluzioni condivise. Eccoli allora gli sfidanti, a debita distanza.

Prima le polemiche via web e agenzie

Adesso uno (quasi) di fronte all’altro. «Dicono che io e Brugnaro abbiamo lo stesso programma? Non è vero», dice Baretta, «c’è una differenza sostanziale su questo punto: noi non vogliamo scavare nuovi canali, il Vittorio Emanuele non serve. Le grandi navi con un po’ di buon senso si possono distribuire in diversi approdi. A Porto San Leonardo le grandissime, a Fusina quelle troppo grandi, le altre in Marittima. Si può fare subito. Intanto oggi voglio essere al fianco dei lavoratori».

Questione di stile. Il motoscafo del Comune

Brugnaro è in motoscafo, di fronte al palco galleggiante scelto dagli oratori che spiegano al megafono le ragioni dei manifestanti. Giacca, cravatta e mascherina. Applaude quando si parla di «lavoro» e di soluzioni da trovare «subito». «Ci sono famiglie e bambini dietro questi lavoratori, dobbiamo trovare una soluzione per non perdere le crociere», dice. Poi passa la palla al governo. «Perché hanno scelto di non dragare i canali e di non decidere sull’alternativa a San Marco?».La sua proposta, Brugnaro la ricorda sul profilo twitter. «L’abbiamo presentata al Comitatone del 2017», scrive, «andava bene a tutti. Ingresso dalla bocca di Malamocco e non più dal Lido. Navi grandi a Marghera, canale Industriale Nord sponda Nord, navi più piccole in Marittima attraverso il canale Vittorio Emanuele. Siamo sempre fermi là».

Questione di stile per gli avversari

Ugo Bergamo, ex sindaco e assessore del centrosinistra, adesso a fianco di Baretta con la lista Venezia è Tua, dice che bisogna mantenere le navi in laguna «senza se e senza ma». Andrea Martini, presidente del Municipalità e anch’egli candidato, diffonde una nota molto polemica. «I veri responsabili del disastro del porto sono proprio quelli che oggi vogliono cavalcare la protesta dei lavoratori», scrive, «che non hanno mai accettato di parlare di soluzioni alternative e praticabili. E sono coloro che hanno guidato in questi anni la politica cittadina.  Un brutto giorno per la politica».

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