Veneziano

Sabrina, maestra negazionista. «Muoiono solo i vecchi»

Viene da Marghera ed è originaria di Spinea, Sabrina Pattarello, la maestra negazionista della scuola elementare di Treviso. Supplente da tre settimane alla Giovanni XXIII, in pieno centro, era stata assunta proprio grazie al contingente extra previsto per le scuole, per far fronte all’emergenza Covid. La stessa emergenza che lei, di fronte agli sguardi increduli degli studenti, negava in aula ogni giorno. Abbassandosi la mascherina, adducendo dei problemi respiratori, in base ai quali avrebbe comunque dovuto indossare la visiera (mai portata, sostengono i genitori); e, soprattutto, ordinando ai bambini di fare lo stesso: in aula, davanti a lei, niente mascherina.

Il covid non esiste

«Non mettete quella cosa sul viso, non serve a niente. Il Covid non esiste e poi muoiono solo i vecchi», la frase detta a un giovanissimo studente, che poi l’ha riportata alla mamma. Dopo giorni di silenziosa sopportazione, infatti, i bambini non hanno più resistito, raccontando a casa le strane frasi dette loro quotidianamente dalla maestra, dal contenuto così distante da quello che viene raccomandato tutti i giorni da mesi. Immediata è stata la levata di scudi dei genitori, che si sono presentati davanti al cancello della scuola, per protestare. Una protesta che ha attirato l’attenzione del sindaco di Treviso, che lunedì si è presentato nell’istituto insieme ai vigili urbani, per poi segnalare la situazione al Prefetto.

L’indagine e il commento di Zaia

Ora, nei confronti di Pattarello, è stata aperta un’indagine a livello di istituto. Indagine che potrebbe costare caro alla maestra, che rischia persino il posto. D’altra parte, scorrendo i profili social dell’insegnante è facile identificarne il profilo. «Vi avviso. Tutti quelli che si vaccineranno moriranno», scriveva quest’estate su Twitter, in un inglese claudicante. Nel mezzo del delirio anti Covid si leggono lettere inviate a Trump e firmate «Sabrina, Venice», con la solidarietà per la frode subita alle Presidenziali; post dedicati a Bill Gates e all’immunologo statunitense Anthony Fauci, accusati di aver fabbricato il virus; plausi per le affollate manifestazioni andate in scena all’estero. Serie di immagini che già avevano preoccupato genitori dei ragazzi e colleghi della maestra. Ma che, accompagnate a un pensiero esternato anche in aula, hanno contribuito a far traboccare il vaso.Della situazione si è interessato Zaia, chiedendo di fare chiarezza: «Se quanto riportato dai media rispondesse a verità, è da perseguire».

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