Veneziano

Sceriffo o Sindaco?

È polemica sulle minacce lanciate dal sindaco della Città metropolitana di Venezia, Luigi Brugnaro, durante la diretta Facebook di martedì pomeriggio, nel corso della quale si è scagliato, senza far nomi, contro «chi fa polemiche pretestuose», mettendolo in guardia. «Sappia che avrà tempo per essere richiamato a quello che ha fatto – ha dichiarato Brugnaro – Ci sono nomi e cognomi, abbiamo segnato tutto. Sappiate che seguiamo giorno per giorno quello che viene scritto: scrivete pure. Fate pure le vostre campagne politiche strumentali e pessime, anche come buon gusto…». Minacce probabilmente rivolte agli avversari politici che nella stessa giornata lo avevano attaccato per aver definito spiccioli i fondi messi a disposizione del decreto Cura Italia, invitandolo a lavorare per distribuire i contributi ai cittadini invece che alimentare sterili polemiche. Insomma. Brugnaro non si smentisce. Sceriffo o Sindaco?

Diritto di critica contro lo sceriffo

«Penso che in questa fase delicatissima ci sia bisogno di amministratori al lavoro e non di sceriffi dal piglio censorio – ha dichiarato Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio – Libero il sindaco Brugnaro di difendersi da offese o da ogni altro gesto che travalica il confine della civiltà e della legalità. Ma nell’assistere a messaggi che sanno di avvertimento nei confronti di chi avanza critiche sul suo operato, si ha l’impressione che ad essere superato sia il confine istituzionale. Non è accettabile, tanto più se viene da chi ha responsabilità pubbliche, ogni forma di comunicazione che tende ad intimorire i cittadini e a limitarne il diritto di critica e la libertà di pensiero». Critico anche il senatore veneziano Andrea Ferrazzi: «Non si capisce a chi allude il sindaco Brugnaro: ai giornalisti? Ai singoli cittadini? Gli consigliamo compostezza», ha commentato il parlamentare Pd.

Sceriffo “Orban in saor

Su Twitter per tutta la giornata è stato rilanciato l’hashtag #segnatiancheilmionome a cui hanno aderito decine e decine di persone, tra cui la capogruppo Pd il Consiglio comunale, Monica Sambo. Noi per Venezia ha invitato Brugnaro a segnarsi anche «il nostro di nome e sappia che non facciamo sconti a nessuno», mentre lo storico Giuseppe Saccà, del Pd, ha definito il sindaco Orban in saor, con riferimento al presidente dell’Ungheria. Michele Scibelli di Più Europa Venezia ha dichiarato che «Brugnaro ha sempre dimostrato di non sapersi controllare quando deve affrontare momenti o periodi difficili. Secondo noi non voleva dire quello che ha detto ma, purtroppo per lui, è molto debole dal punto di vista psicologico e perde facilmente il controllo. Tra l’altro non conoscendo alla perfezione la lingua italiana più che parlare vomita parole di fatto senza senso. Da sempre riteniamo che non sia all’altezza di rappresentare una città come Venezia». Sembra di riascoltare quella vecchia canzone di Bob Marley “I shot the sheriff. But I didn’t shoot no deputy”

Scuse dovute. Parola di Bellati che spiega cosa vuol dire essere sceriffo

Contro Brugnaro anche Gian Angelo Bellati. «Il sindaco che minaccia chi non sottostà ai suoi voleri non è uno Sceriffo! Gli sceriffi fanno rispettare le leggi. Lui invece va contro le leggi della democrazia e del normale convivere della nostra società. Ricopre un ruolo istituzionale importante e dovrebbe quindi dare l’esempio del rispetto delle regole. Grazie a questa democrazia è stato eletto e ora vorrebbe una sorta di dittatura e di elenchi di proscrizione? Come nelle peggiori dittature? No! Abbiamo invece bisogno di  bravi Sceriffi che arrestino coloro che le leggi non le rispettano! Chi è nella lista di proscrizione? Giornalisti? Politici? Chi semplicemente non è d’accordo con lui? Spero solo che ci sia anche il mio di nome! “nomi e cognomi, abbiamo segnato tutto”. Questa la dichiarazione del sindaco su coloro che, facendo campagna elettorale, si permettono di criticarlo.Può permettersi un personaggio di spicco con un ruolo pubblico così importante di fare tali minacce? È un comportamento normale o da film tipo il “Padrino”?».

I dubbiosi

La consigliera Elena La Rocca del Movimento Cinque Stelle, intervenuta in seduta, ha voluto esprimere pieno appoggio alla proposta del sindaco. La Rocca ha però precisato: «È una dichiarazione d’intenti che non può che trovarmi d’accordo quando si tratta di tutelare gli interessi della nostra comunità in un momento così grave. Sia dal punto di vista della salute pubblica, ma anche dal punto di vista economico. Tuttavia alle dichiarazioni pubbliche in consiglio deve seguire un dialogo reale tra maggioranza e opposizione. Poco importa il tono non certo educato con cui il sindaco si è rivolto per la richiesta. Passiamoci sopra. Reali riunioni, fisiche o telematiche a cui sia presente anche il signor sindaco possono essere importanti. Se queste riunioni non ci saranno o ci saranno non in presenza del sindaco prenderò atto del fatto che le sue erano mere dichiarazioni ad effetto. E non una vera volontà di unione degli sforzi per la nostra città. È innegabile che in questo momento ci sia bisogno di collaborazione tra le forze politiche. E il sindaco giustamente formula questo appello. Ora mi aspetto che alle parole seguano i fatti. Dobbiamo farlo per la nostra comunità, perché se lo aspettano da noi i nostri cittadini».

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