Veneziano

Stop a tutto ma tardi

In piazza San Marco c’erano tante maschere e poche mascherine. Chi arriva nella città dove il tempo si è fermato, come recita la pubblicità sulla fiancata dei bus che in piazza Roma scaricano turisti a getto continuo, non vuole portarsi dietro le angosce del mondo di fuori. Così quando cominciano i tradizionali voli dal campanile di piazza San Marco per il Carnevale, con il naso all’insù ci sono ventimila persone, 30.000 meno dell’anno scorso, ma comunque determinate a rivendicare il loro diritto alla spensieratezza. Peccato che (troppo tardi) tutto risulta con lo stop!

La paura per lo stop troppo tardi

«Afraid? I’m not afraid, you’re afraid». Io non ho paura, sei tu che ce l’hai. Il gondoliere di San Marcuola accoglie la famigliola cinese a petto in fuori. Padre, madre, due bambini. Tutti con mascherina professionale. Non certo quella di Carnevale. I due genitori gli chiedono se non teme di portarli a spasso per i canali, nonostante la loro provenienza. La trattativa per fissare il prezzo comincia all’istante. Com’è che si dice business as usual in dialetto? A parte la battuta, non male togliere gite, chiudere biblioteche e musei, università e scuole. Ma allora perchè lasciare aperta la Nave de Vero? Ai posteri l’ardua sentenza.

Cipriani osservatorio non solo del Carnevale

L’evento che ogni anno richiama mezzo milione di persone sospeso solo a due giorni dalla fine. «Farlo ora è come proibire Natale a Santo Stefano». L’osservatorio sulla città di Arrigo Cipriani è il suo Harry’s Bar, che non ha mai chiuso, neppure per l’acqua alta. «Mi sbaglierò, ma la gente non sta seguendo questa vicenda con l’ansia e il terrore che trapela dalle decisioni dei suoi governanti di ogni ordine e grado. La verità è che questa città può chiudere solo sulla carta, perché chiuderla davvero è impossibile. Potremo sbarrare ogni frontiera, ma avremo sempre Venezia, che appartiene al mondo, e non a noi».

Le decisioni incomprensibili del Sindaco

Completiamo il nostro reportage con altre notizie che arrivano dallo storico casinò di Venezia. Inizialmente sembrava che le sale della Casa da Gioco veneta potessero restare aperte, nonostante la sua delicata posizione e i disagi subiti pure dal carnevale veneziano. Invece questo pomeriggio ha fatto il giro del web la notizia della chiusura delle due sale del casinò: Ca’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera rimarrano chiuse fino al 1° marzo compreso. Buffo però. Mentre le sale riaprono, forse le scuole resteranno chiuse un’altra settimana. Forse l’educazione vale meno delle fiches…

Il paradosso dei “fantomatici” stop

Mentre in Lombardia i centri commerciali, i cinema e molti altri posti resteranno chiusi almeno nel weekend, Brugnaro ha deciso di lasciarli aperti tutti i giorni. E dire che se c’è un posto dove il contagio può diffondersi meglio sono proprio i centri commerciali. Aggiungiamo? Caso strano la provincia di Venezia è target nazionale per tarare i prezzi dei centri commerciali. Perdere un affare del genere? Non sia mai. Intanto il Carnevale è ormai finito e, tra acqua alta, virus e decisioni non comprensibili, Venezia ha perso il 90% delle prenotazioni. Domanda. Tra le precauzioni dovevamo aspettare il virus per lavarci le mani o coprirci con la mano se tossiamo? Bah…che strano mondo…

Psicosi, razzismo e stop a tutto

Non che il sindaco abbia fatto molto per calmare le acque. Se non si considera la critica a una ragazza in treno aggredita solo perchè cinese. Le iniziative prese fino al primo marzo uscite solo dalla riunione tra dirigenti del Comune, Città metropolitana e società partecipate ACTV, AVM, Vela, ATVO, Veritas, Ames, Casinò, Teatro La Fenice, Fondazione MUVE. Con tanti begli stop.

I vaporetti puliti?

“Premetto che sarò pesantissimo sulle “misure estreme e precauzionali tese a limitare il diffondersi del coronavirus. Ho dovuto sospendere il Carnevale perchè 60.000 persone in attesa potevano essere un rischio”. La tanto sbandierata sterilizzazione dei mezzi Actv è la medesima misura estrema. Peccato la realtà sia diversa. 5 minuti a disinfettare la cabina di pilotaggio e 30 secondi netti di scopa e paletta all’interno del battello. Alla richiesta di spiegazioni hanno anche il coraggio di dire “go netao” brandendo lo spruzzino. Non ci credete? Guardate le foto scattate alle 7.26 del mattino e il filmato. Alla faccia dello stop.

Questo invece quello che fa vedere il sindaco. Ricordate il gioco “trova le differenze”. Divertitevi a trovarle. Tra chi ha registrato la realtà e chi, invece, un video confezionato per i creduloni….

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