Veneziano

Thetis e il futuro

«Thetis è una società di ingegneria che sviluppa progetti e applicazioni tecnologiche per l’ambiente che in questo periodo di emergenza sta vivendo una situazione quasi paradossale: il suo lavoro è indispensabile per ultimare il MOSE ma, al tempo stesso, per carenza di liquidità, il pagamento degli stipendi avviene in ritardo». Queste le parole della consigliera Elena La Rocca.

Thetis e il lavoro

«Attualmente la sua controllante Consorzio Venezia Nuova è sotto gestione commissariale, e tale gestione ha dimostrato di essere un efficace presidio della legalità. Questo è ciò che ci preme di più ribadire». I dati parlano chiaro: i risparmi ottenuti dai commissari sulle consulenze sono confortanti. Si tratta di un risparmio di € 1.690.000 nell’area tecnica, € 1.686.000 nell’area legale, € 399.000 in quella amministrativa.

L’attacco di Elena La Rocca

«Detto questo, vogliamo certamente capire cosa ha portato alle dimissioni di uno dei tre commissari. Per conoscere le modalità di individuazione della nomina, le attività e i motivi delle dimissioni dell’ex commissario Nunziata, la nostra senatrice Orietta Vanin ha già presentato un’interrogazione».

La Rocca e la difesa dei lavoratori di Thetis

A tutela degli operai e degli utenti, La Rocca sottolinea: «È per noi prioritario, soprattutto, che venga nominato il suo sostituto. Il terzo commissario dovrà essere una persona di specchiata integrità morale e professionale. Al tempo stesso, devono essere sbloccate le risorse economiche necessarie per concludere l’opera da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La priorità è terminare l’opera pubblica e ritengo che, a tal fine, debbano essere utilizzate anche le competenze dei dipendenti di Thetis». A chi chiede alla consigliera che futuro vede, Elena La Rocca risponde: «Quando sarà finito il MOSE i dipendenti verranno riassorbiti nel futuro soggetto gestore, nel Provveditorato o in qualche altro ente pubblico, e non sarà certo il Movimento 5 Stelle a lasciarli senza un lavoro».

La situazione attuale di Thetis

Il Consorzio Venezia Nuova non ha più soldi in cassa. Non solo per saldare i suoi debiti con le imprese, ma anche per pagare gli stipendi dei circa 250 dipendenti – tra Cvn, Comar e Thetis – che da marzo saranno sospesi. L’ultimo capitolo delle difficoltà in cui si dibatte la gestione commissariale del Consorzio l’hanno scritto ieri gli stessi amministratori straordinari, in una lettera indirizzata ai sindacati, e per conoscenza anche al commissario straordinario del Mose, Elisabetta Spitz, e al provveditore alle Opere pubbliche del Triveneto, Cinzia Zincone. Prospettano 10 mesi di cassa integrazione per tutti e chiedono un incontro per avviare la procedura. Ma a firmare la lettera sono solo due dei tre amministratori, l’avvocato Giuseppe Fiengo e l’ingegner Francesco Ossola. Una conferma della spaccatura tra i due commissari di vecchia data e l’ultimo fresco di nomina, l’avvocato Vincenzo Nunziata, che non ha sottoscritto la lettera.

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