Veneziano

Venezia: 1600 anni di storia

Sono migliaia gli auguri arrivati .virtualmente a Venezia in occasione dei suoi 1600 anni di storia, nel giorno in cui secondo le “Cronache Altinati” venne dedicata la chiesa di San Giacomo a Rialto.  Un fiume di tweet e post pubblicati in ogni piattaforma social, che va a sostituire quelle celebrazioni che oggi, in zona rossa, al picco della terza ondata di Covid-19, era impossibile organizzare.

Festa a basso profilo

Una scelta inevitabile quella di festeggiamenti di basso profilo, visto l’andamento dei contagi e la necessità di evitare ogni tipo di assembramento. Enti, consolati, ambasciatori, fondazioni, Comuni, atenei, politici, personaggi dello spettacolo, influencer hanno così preso d’assalto i social network. Decine di migliaia di messaggi (soprattutto su Twitter) firmati #Venezia e #Venezia1600 in ogni lingua e pubblicati in ogni parte del mondo.

Mattarella

«Venezia appartiene al mondo intero. Il suo patrimonio inestimabile di arte e di cultura va difeso e preservato. Come vanno sostenuti e rilanciati anche la sua peculiare vivacità, la sua economia, il suo essere, insieme, comunità locale forte e coesa e punto di riferimento internazionale. Non una città-museo, dunque, ma una città piena di vita e dinamismo. Perché Venezia non può esistere senza i veneziani». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione dei 1600 anni della fondazione di Venezia.  Venezia – sottolinea Mattarella nel suo messaggio – è una città veneta e italiana, giustamente fiera dell’originalità e dell’unicità delle sue radici e delle sue tradizioni. Ma il suo carattere e la sua universalità fanno sì che la Città oltrepassi i confini regionali e nazionali. Venezia appartiene al mondo intero». Nel suo messaggio di auguri per «la significativa, importante, ricorrenza dei mille seicento anni dalla fondazione», il Capo dello Stato ne ricorda le caratteristiche di città «senza mura e senza esercito, capace di estendere la sua influenza molto al di là del suo limitato territorio”.

La conclusione del Capo dello Stato

“Un successo globale, attestato non soltanto dai veneziani celebri nel mondo: Marco Polo, Vivaldi, Tintoretto, Tiepolo, Bellini, Goldoni. Ma anche dall’attrazione e dal fascino che la città lagunare ha sempre esercitato nei confronti dei più importanti uomini di cultura di ogni tempo: da Shakespeare a Goethe, da Byron a Stendhal, da Wagner a Thomas Mann, per citarne soltanto alcuni. Da sempre ponte tra Oriente e Occidente, luogo di incontro privilegiato tra civiltà, culture, popoli, religioni, Venezia rimane – e certamente rimarrà – simbolo di dialogo, di incontro, di conoscenza. Capace di trovare, nella universalità e nell’apertura, nella cultura e nell’intraprendenza, la sua vocazione e il suo radicamento. Ecco perché la storia e il successo di Venezia nei secoli si presentano come un esempio per l’Italia di oggi», conclude.

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