Veneziano

Venezia, arriva lo yacht Bravo Eugenia lungo come uno stadio con spiaggia e due elicotteri: un lusso per pochi

Dieci metri più del campanile di San Marco, altri quattro rispetto allo stadio Penzo, una volta e mezza la larghezza di Piazza San Marco. Nell’incertezza se proporsi come nave, come palazzo, o pista d’atterraggio, lo yacht Bravo Eugenia ha ormeggiato in Riva Sette Martiri per concedere al suo proprietario, l’americano Jerry Jones, patron della squadra di football dei Dallas Cowboys, un soggiorno in laguna insieme alla moglie Gene, alla quale ha carinamente dedicato la barca. Lungo 109 metri, costato 250 milioni di dollari, costruito nel 2018 dai cantieri di Oceanco, lo yacht ha oscurato i lampioni, miniaturizzato le case di Castello, riportando la riva ai tempi pre covid, quando le barche di Valentino e Alberta Ferretti facevano a spintoni per trovare una bitta libera.

Alla faccia delle grandi navi

Lo svuotamento della pandemia s’è eclissato ieri mattina quando Bravo Eugenia, il cui arrivo era stato annunciato dai social che non lo perdono di vista un attimo, ha infine spento i motori davanti a via Garibaldi e ha mostrato di che pasta era fatto. Tre ponti, una palestra completa, la piscina per bambini, la sauna, il bagno turco, il doccione a pioggia, il cinema, due piazzole per altrettanti elicotteri (una a prua e l’altra a poppa), un garage per il tender, il beach club a poppa, spiaggetta (senza sabbia) in riva a un mare che cambia in continuazione. Architettura e ingegneria navale sono realizzate da Lateral, il design esterno porta la firma di Nuvolari Lenard di Scorzè, il design degli interni è di Reymond Langton: il tutto per un profilo straordinariamente basso, che ingentilisce i cento e metri e rotti di lunghezza.

Il ritorno di immagine

Non quantificato il numero dei marinai che, ieri mattina, si aggiravano storditi dal caldo in Riva Sette Martiri e, dietro le transenne, sbarravano l’accesso a bordo. In compenso sono salite casse di primizie, mentre in serata si attendevano i sacchetti delle boutique visitate dalle ospiti di Jerry Jones. Pochi giorni di vacanza del miliardario valgono il Pil di una calle, oltre a un ritorno d’immagine di cui, solo due anni fa, la città poteva non curarsi.

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