Veneziano

Venezia, manifestazione per le donne afghane

«Sono di nuovo a casa, nella città che amo e che tanti anni fa mi ha accolto. Mia sorella Zahra è salva, ma ora chiedo a tutti di non lasciarci soli». È il messaggio commosso che Hamed Ahmadi ha lanciato ieri, nel corso della manifestazione promossa in campo San Geremia a favore della libertà delle donne afghane. Ahmadi, che nelle scorse settimane aveva fatto appello per salvare la sorella, è stato nominato referente per il Veneto dell’associazione culturale afghani in Italia, che si sta occupando di facilitare le procedure per le richieste di aiuto umanitario.

Hamed Ahmadi

«Ringrazio questa città per avermi accolto tanti anni fa – ha aggiunto -. Questi sono momenti difficili per il mio paese, la situazione è davvero disperata. Anch’io sono musulmano, dico “Allah Akbar”, ma non sono come i talebani. Odio la loro ignoranza e amo l’umanità che sto vivendo in Italia. Ora sono concentrato sull’aeroporto di Kabul, mi sento in guerra con il mio popolo, sto lottando con loro. Non lasciateci soli – ha concluso – abbiamo bisogno di voi». Lo stesso messaggio viene anche da altri rifugiati, sia connazionali sia provenienti da altri luoghi del mondo, che hanno preso la parola raccontando le rispettive esperienze. Il grande timore è che nelle prossime settimane, con l’abbandono del paese da parte delle forze occidentali e di tutti gli oppositori, si spenga l’attenzione mediatica sull’Afghanistan e la natura autoritaria del governo talebano si esprima in tutta la sua violenza, lontano dalle telecamere.

Libertà

«La libertà delle donne afghane è la nostra libertà – hanno detto le rappresentanti delle varie associazioni presenti -. In questi anni quelle donne hanno combattuto per un Afghanistan migliore, a costo delle loro vite e loro famiglie. A Venezia ci sono tanti cittadini di origine afghana e tutti abbiamo il dovere civico di stare accanto a loro. La libertà delle donne è la misura della civiltà e della qualità di vita di un paese. Quella afghana è una società disastrata da conflitti e oppressione, la loro libertà è cancellata e le loro vite sono in pericolo. È necessario intraprendere ogni sforzo per dare loro aiuto». All’iniziativa hanno partecipato anche il sindacato giornalisti Veneto e associazione veneziana della stampa, oltre ad Articolo 21, Coordinamento Donne Spi Metropolitano e Il granello di senape.

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