Veneziano

Venezia nell’anno del Covid 600 morti in più della media

Come l’impronta lasciata sulle montagne dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia, così un anno di convivenza con il Covid ha segnato in maniera profonda e indelebile anche la popolazione veneziana. Nei giorni scorsi, il servizio Statistica del Comune di Venezia ha, infatti, messo in fila tutti i dati dell’Anagrafe sull’andamento dei residenti degli ultimi vent’anni, dal 2000 al 2020. E tra i tanti segni meno con i quali ci siamo ormai abituati a convivere – quando si tratta di relazionare sul calo degli abitanti – un dato balza agli occhi, riportando con forza ai giorni della pandemia: quello – drammaticamente cresciuto – delle persone morte nel 2020, 613 in più rispetto al 2019. Un gap quadruplo rispetto alle medie del Duemila.Nel 2020 l’Anagrafe del Comune di Venezia ha registrato 4 mila defunti.

Da anni mai così tanti

Una cifra tonda e drammaticamente più alta rispetto agli anni precedenti, quando pure gli abitanti del Comune erano più numerosi, ma i decessi molto più bassi.L’anno scorso, le persone defunte nel comune sono state 4 mila, ovvero, 613 in più rispetto alle 3387 registrate nel 2019; 633 in più rispetto al 2018; 514 rispetto al 2018. Prendendo come riferimento l’anno sinora più “nero” dell’ultimo ventennio, ovvero il 2013, quando l’Anagrafe registrò 3571 morti, il 2020 ne ha registrati 429 in più di allora.Certo, il bollettino anagrafico del Comune non dà notizia delle cause di morte, ma una drammatica impennata così netta nel numero dei defunti non si era mai registrata negli ultimi vent’anni. Ed è avvenuta nell’Anno I della pandemia.

Molti morti in più ma anche più bimbi

Mediamente, infatti, le variazioni dal 2000 hanno registrato un andamento alterno, tra numeri in calo e in crescita, raggiungendo un massimo di +158 morti, tra il 2014 e il 2015: molto al di sotto della differenza di 613 decessi dell’anno scorso. Tra questi, è la città di terraferma con i suoi 2619 morti (483 in più rispetto al 2019) a segnare il maggior numero di lutti, contro i 485 decessi dell’Estuario (+73) e gli 896 della città storica (+57). E così anche il saldo naturale nati/morti – da molti decenni negativo – ha subito un ulteriore aggravamento nell’anno della pandemia, passando da -1794 a -2375.Da anni ci si sposa sempre meno, a Venezia. Ma certamente la pandemia – proibendo qualsiasi festa – ha tolto a molte coppie la voglia di dirsì “Sì, per sempre” e i numeri si sono quasi dimezzati: se nel 2018 i matrimoni celebrati nel Comune erano stati 1057 (994 con rito civile), scesi a 956 nel 2019 (707 in Comune), nel 2020 sono state solo 530 le coppie che hanno caparbiamente voluto giurarsi amore eterno: 101 con rito religioso, 429 civile. Una nota rosazzurro positiva arriva inaspettatamente dal numero dei neonati: 32 culle in più, passate dalle 1593 del 2019 alle 1625 del 2020. Se a Venezia e nell’estuario il calo è netto, è la terraferma a segnare 1267 bimbi e bimbe nate nel 2020: 108 in più rispetto all’anno prima.

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