Veneziano

Via Piave torna l’eroina

Girano con poche dosi, cercano di farsi vedere meno, e certo non hanno ancora occupato il territorio. Come era avvenuto per la banda dei nigeriani in via Monte San Michele, dove nascondevano la droga anche dentro le cassette della posta dei residenti. Ma gli spacciatori, in parte tunisini e in parte nigeriani, dopo la grande retata del luglio 2018 si stanno riorganizzando per le gestione dello spaccio nell’area della stazione. Via Piave e nelle laterali. Domanda e offerta, la logica del mercato vince sempre.

Via Piave crocevia del mercato del Nordest

Un’area che, come racconta la cronaca di questi giorni, resta un punto di riferimento anche per i consumatori che arrivano da fuori città. E che sanno che, dalle parti di via Piave, quando ne hanno bisogno, possono trovare la dose che cercano. In questi giorni però ci sono state tre overdose. Giorni fa i medici del Suem, nei pressi della stazione, hanno salvato un trentenne. Poi ci sono state altre due overdose, un ragazzo di 25 anni arrivato da Osoppo (Udine) per comprare la dose è morto durante il tentativo dei medici di salvarlo. Un 28enne di Belluno, trovato senza sensi nel sottopasso di via Dante, è invece stato soccorso e salvato grazie al farmaco salvavita, il Narcan, che gli stesso tossicodipendenti hanno imparato a usare per gestire le emergenze.

Le due ipotesi

Le ipotesi al vaglio degli investigatori in merito alla morte del ragazzo di 25 anni e delle altre due overdose è che possa essere arrivata in città una partita di eroina pura, e quindi difficile da gestire. Oppure una partita di eroina tagliata male. Tre overdose nell’arco di due giorni, di cui due a distanza di poche ore l’una dall’altra sono un segnale da sottovalutare. Nel corso dell’ultimo anno – secondo il portale geoverdose.it, che tiene conto delle morti in tutta Italia per overdose – i decessi nel Veneziano sono stati undici, di cui tre a Mestre, quattro nel Veneto orientale, e due in centro storico. Per l’eroina la zona di spaccio di riferimento resta la zona di via Piave. Chi si occupa del problema sottolinea anche un altro aspetto, niente affatto marginale: il freddo rigido di questi giorni. «Chi assume l’eroina da solo, solitamente dopo l’effetto provocato dalla droga, si riprende», spiega, «ma il freddo di questi giorni rischia di provocare anche condizioni di ipotermia, aggravando le condizioni di persone fisicamente già fragili».

I controlli in Via Piave

Il ritorno dello spaccio nell’area di via Piave è situazione nota alle forze dell’ordine, che non hanno intenzione di mollare la presa. Il questore, Maurizio Masciopinto, ha annunciato di voler potenziare i controlli, e in questi giorni continuano i pattugliamenti congiunti da parte di polizia locale e carabinieri. Ce n’è stato uno pochi giorni fa, gli altri sono previsti nei prossimi. Via Piave, via Cappuccina, le laterali di collegamento. Sono queste le zone tenute sotto controllo.

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