Veneziano

Zappalorto: “No permesso di soggiorno a famiglie di bulli stranieri”

«Bisogna intervenire in maniera ferma e con sanzioni economiche nei confronti delle famiglie, in particolari quelle benestanti, che abbandonano i figli a loro stessi. Per le famiglie extracomunitarie che non seguono adeguatamente i figli sarebbe utile prevedere sanzioni pesanti quali, in casi estremi, il ritiro del permesso di soggiorno». Dura accusa nei confronti delle famiglie dei minori, da parte del Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto ascoltato, in Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza. Sentito anche il vicecapo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia Criminale Vittorio Rizzi. L’audizione è seguito di una lettera che l’onorevole Nicola Pellicani del Pd ha inviato lo scorso luglio alla Presidente della Commissione. Dopo i gravi episodi di aggressioni e rapine commessi da gruppi giovanili.

L’intervento di Zappalorto

Zappalorto ha evidenziato come il fenomeno delle baby gang a Venezia e Mestre, nel periodo 2018-2019, abbia portato all’arresto di 26 persone e di come sia iniziato un monitoraggio che ha consentito di arrivare a un protocollo condiviso da forze dell’ordine e società civile. Il Prefetto ha ricordato. «Identificati 50 ragazzi che hanno partecipato ai diversi episodi criminali, in particolare minacce e pestaggi molto violenti nella zona del Centro le Barche e la Nave de Vero e on zona Rialto. E che si sono caratterizzati per episodi di violenza e danneggiamenti anche a Jesolo, Spinea e Mirano».

Le baby gang e i bulli

Altro affondo di Zappalorto. «Al momento la situazione appare sotto controllo, ma certamente non rimosse le cause socio–culturali del disagio giovanile, le quali hanno dato il via ai fenomeni criminali appena citati. Fenomeni caratterizzati da unicità virulenta fino ad ora sconosciuta nella zona veneziana» continua Zappalorto. «Altra fonte di preoccupazione è il rilevante consumo di sostanze stupefacenti, comunque tabellate, da parte di soggetti giovani e il loro pericoloso abbinamento con bevande alcoliche».

I casi

Elencate le varie azioni da parte di Prefettura, Comune e forze dell’ordine. Quest’ultime hanno naturalmente operato sul fronte repressivo identificando una cinquantina di minori che a vario titolo hanno partecipato alle aggressioni o alle rapine. Ventisei di questi arrestati e già quasi tutti condannati. Tranne alcuni, tutti gli altri invece denunciati a piede libero.

L’appoggio del Comune a Zappalorto

Cinque degli arrestati, una volta usciti di prigione, sono stati riarrestati perché hanno commesso nuovi reati. La Prefettura si è impegnata a mettere in rete il mondo della scuola, le famiglie dei minori e il Comune con la firma di vari protocolli per operare sul fronte dell’educazione alle regole. Ci si attende molto dai servizi sociali del Comune. Gli interventi del Comune sono diretti soprattutto alle famiglie. In particolare messo a disposizione un servizio educativo a domicilio, con un operatore dedicato a supporto dei nuclei famigliari più fragili. Mentre in altri comuni si cercano soluzioni costringendo i bulli a svolgere ore in case di riposo per prendersi cura delle persone anziane.

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