Veneto

Venice Investment: fioccano querele

Più di 120 querele e 2 milioni di euro di investimenti per i risparmiatori residenti tra San Donà e Jesolo che sono finiti  nell’affare Venice Investment. Lo studio legale Pavanetto di San Donà li sta difendendo per chiedere giustizia. Investimenti dai 5 ai 10, anche 50 mila euro. per piccoli risparmiatori, operai, pensionati, ma anche industriali. Gli investimenti inizialmente erano assicurati per stimolare un passaparola tra amici e parenti.

“A tutti abbiamo consigliato di sporgere querela”, dice l’avvocato Luca Pavanetto, “per poi costituirci tutti parte civile nel processo penale. I nodi stanno arrivando al pettine. Il metodo utilizzato da Gaiatto era quello così detto “Ponti”. I primi investitori venivano conquistati con interessi importanti, ma solo quelli. Una sorta di truffa multilivello in cui poi il meccanismo si inceppava improvvisamente. E non solo non arrivavano più interessi, ma neppure era più assicurata la restituzione delle somme investite e raccolte dai promotori in modo truffaldino.”

Lo studio legale sandonatese sta ricevendo richieste di tutela anche da clienti di Milano, Torino, Genova, che hanno letto quanto accaduto nel territorio e le decisioni della Procura in merito ai truffatori.

“Sono clienti di altre regioni d’Italia”, conclude Pavanetto, “che vogliono unirsi a loro volta in questa battaglia legale. Sporgere querela è utile per la successiva costituzione parte civile nel processo penale per farsi restituire i soldi investiti. Noi in questa fase dobbiamo ringraziare la Procura di Pordenone per l’impegno e la determinazione e anche la guardia di finanza nell’ambito della fase investigativa ineccepibile. La strada sarà lunga, ma noi ci siamo e chiediamo giustizia per chi sta pagando ingiustamente per una truffa ben architettata che ha illuso della gente la cui unica colpa è stata di avere fiducia in persone senza scrupoli”.

Giovanni Cagnassi

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