Veronese

Il paese è senza medico di base. Appello a Zaia

I 1.500 abitanti di Affi sono rimasti senza medico di base. La dottoressa Veronica Miorelli di Verona, che dal primo gennaio 2021, ha svolto provvisoriamente questa funzione, da domani coprirà un nuovo incarico in città. L’Ulss 9 dovrà espletare il concorso per assegnare il posto vacante di medico di base ad Affi, che ora è scoperto.

Il sindaco

«Questa è una situazione assurda», tuona Marco Giacomo Sega, sindaco di Affi, «come si può lasciare sguarnito del medico di base un intero Comune? Questa mancanza comporterà notevoli disagi, aggravati dall’emergenza sanitaria in corso. I cittadini vengono abbandonati nel momento del bisogno, considerando l’importanza della medicina territoriale, questa è un’autentica sciagura. La graduatoria per la copertura dei posti disponibili per i medici di base è stata definita solo pochissimi giorni fa». «Comunque l’Ulss 9 ha consentito il trasferimento in un’altra sede del medico di base di Affi», prosegue il sindaco. «Ovvio quindi che il posto resterà scoperto sino a quando non si troverà un sostituto e chissà quando sarà. Intanto non è arrivata nessuna candidatura». E aggiunge: «Non vorrei dover accompagnare personalmente i miei concittadini all’ospedale di Bussolengo, la struttura ospedaliera pubblica più vicina, anche per una semplice prescrizione. Ciò è eticamente inaccettabile».

L’appello a Zaia e Lanzarin

Il sindaco ha scritto, per denunciare l’assurda situazione che sta subendo la popolazione di Affi, al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, all’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, al prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna, al direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi e al dottor Paolo Barbieri, che si occupa delle convenzioni di Medicina di base per l’Ulss 9. «Ho fatto presente a Girardi e Barbieri, con un’apposita comunicazione che dal primo gennaio Affi rimarrà senza medico di base e ho sollecitato, vista la gravità della situazione, un’urgente sostituzione, ma a tutt’oggi non sono pervenute candidature. In più, i medici di base che operano dei Comuni confinanti con il nostro, hanno raggiunto tutti, tranne uno, il massimo dei pazienti che possono seguire, che con la deroga ora in atto, vanno dai 1.500 sino ad un massimo di 1.800 pazienti».

La collega

La dottoressa Miorelli, fino a qualche giorno fa ha diviso lo studio medico e il relativo servizio di segreteria, in via Del Donatore al civico 18, con la dottoressa Domenica Currò, pediatra. «L’assenza del collega di medicina generale mette in crisi anche il mio operato. Sinora con la collega, che ora ha trasferito la sua attività a Verona», spiega Currò, «ho diviso le spese per la locazione dello studio, quelle relative alla retribuzione della segretaria e del collegamento telematico. C’è da aggiungere, che per le persone di Affi, che hanno bisogno del medico di base, non si può dare nemmeno un riferimento telefonico». Il sindaco Sega e la dottoressa Currò chiudono all’unisono dicendo: «La nostra non è una polemica fine a sé stessa, ma un grido d’allarme. Il diritto alla salute va tutelato. La medicina territoriale è un presidio fondamentale. Si deve trovare al più presto una soluzione. La situazione di Affi potrà essere vissuta, tra poco, in molti altri Comuni», aggiungono. «Con il prossimo anno un gran numero di medici andrà in pensione. È necessario intervenire urgentemente, prima che sia troppo tardi». 

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